Internet, territorio fertile per il cyber bullismo

L’incontro al Politecnico di Como

Il problema dell’approccio dei più giovani a Internet tocca da vicino tutte le famiglie che hanno in casa dei figli adolescenti.
Una questione spesso sottovalutata che può portare a conseguenze anche tragiche. L’incontro di ieri al Politecnico di Como, intitolato “Cyber bullismo: come difendersi”, ha cercato di affrontare il tema provando a dare qualche suggerimento comportamentale ai ragazzi.
Organizzata nell’ambito del progetto “Educare alla legalità” dall’Ufficio scolastico

territoriale di Como e dalla polizia di Stato, con il patrocinio del Comune di Como, la mattinata è stata introdotta da Ilaria Maria Serpi, vicequestore aggiunto della Polizia. Autentico mattatore dell’evento didattico è stato l’ispettore capo Nicola Pagani, che è riuscito con argomenti efficaci a mantenere viva per quasi tre ore l’attenzione degli studenti che hanno affollato l’aula magna di via Castelnuovo a Como.
Le tematiche affrontate sono state molte, da quelle più tragiche che toccano la piaga della pedofilia a quelle certamente meno drammatiche, ma non da sottovalutare, che hanno a che fare con la pirateria informatica. Tra gli esempi più significativi che l’esperto ispettore ha voluto portare, quello che riguardava il caso di una ragazzina quindicenne giunta agli uffici della polizia per denunciare un uomo che l’aveva adescata con le solite tecniche con cui si circuiscono minorenni incoscienti. Nello specifico, dopo vane promesse per un futuro da modella o da velina – e qui entra in gioco il valore trasmesso agli adolescenti da certi riferimenti mediatici imposti da troppi anni – l’uomo ha iniziato a ricattare la ragazzina pretendendo nuove foto per non pubblicare quelle in suo possesso. Dopo una lunga ricerca digitale, l’intervento della polizia postale ha permesso di rintracciare l’uomo, un insospettabile 35 enne padre di famiglia, e di farlo arrestare. «Per noi – ha detto Pagani – voi ragazzi siete sempre delle vittime, le leggi per difendervi ci sono e siamo dallo vostra parte. Anche se spesso navigando in Rete agite con leggerezza, non sentitevi mai complici di chi delinque approfittando della vostra inesperienza».
«Abbiamo sul tavolo contemporaneamente dalle 30 alle 100 indagini, ma quando c’è di mezzo un minorenne, mettiamo tutto da parte». Un messaggio chiaro che invita alla prudenza, alla vigilanza e alla denuncia. Molto efficace anche l’esempio legato al download degli mp3, ovvero dei file musicali.
«Per ogni canzone scaricata illegalmente – ha concluso Pagani – si rischia una multa di 34 euro. Parlatene con i vostri genitori e chiedetevi se ne vale la pena».

Maurizio Pratelli

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