Interrogatori al via, le difese al contrattacco «Misure spropositate, ci rivolgeremo al Riesame»

tribunale di Como, conferenza stampa operazione nuovo mondo.

Il commercialista De Benedetto rimane in silenzio. L’avvocato: «Parlerà con il pm»

Valzer di interrogatori, ieri, dopo il blitz della guardia di finanza di Como e della squadra Mobile di Milano che a inizio settimana ha portato in carcere 22 persone e altre 12 ai “domiciliari”. I giudici delle indagini preliminari hanno iniziato dai detenuti, mentre gli indagati ai domiciliari saranno sentiti la prossima settimana.

Visto l’alto numero di ordinanze, gli arrestati sono stati portati in strutture penitenziarie diverse, motivo per cui alcuni interrogatori sono stati fatti per rogatoria e verranno trasmessi nelle prossime ore a Como. Sentiti anche i due detenuti finiti in ospedale dopo aver accusato malori al momento dell’esecuzione dell’ordinanza, tra cui l’ex sindaco di Lomazzo Marino Carugati, il cui interrogatorio era stato fissato per ieri.

L’attesa era soprattutto per le eventuali dichiarazioni del commercialista di Como, Bruno De Benedetto, portato in carcere a Monza. Il professionista, assistito dall’avvocato Paolo Camporini, si è però avvalso della facoltà di non rispondere.

«Abbiamo ricevuto gli atti solo giovedì sera ed erano 27 mila pagine da leggere – ha commentato il legale del commercialista – Capite bene che era impossibile rispondere alle domande senza aver letto tutte le carte. Quando saremo pronti andremo direttamente dal pubblico ministero». Ma c’è già un appunto che l’avvocato Camporini evidenzia, e che porterà presumibilmente già oggi (o al più tardi lunedì) a chiedere l’intervento del Riesame. «Non entro nel merito della vicenda, non è questo il momento – dice – Ma posso già dire con certezza che non c’erano i presupposti per la misura cautelare e per il carcere. La turbativa d’asta che ci viene contestata è già stata chiusa dal Comune, come pure il fallimento del “Pane e Tulipani”. Il carcere è una misura sproporzionata».

«Sottolineo poi – prosegue Camporini – che il mio assistito non ha nulla a che vedere con le cooperative e tanto meno con la criminalità organizzata. Del resto non ce lo contesta nemmeno il pm. Massimiliano Ficarra (uno dei principali indagati nella vicenda cooperative, ndr)? Era solo un collega». L’avvocato, come detto, preannuncia il ricorso al Riesame e annuncia: «Sul bando per il Lido di Villa Geno non solo le società concorrenti non erano controllate da De Benedetto, ma erano addirittura il lotta e si stavano facendo la guerra nelle opportune sedi».

Ha invece rilasciato spontanee dichiarazioni l’imprenditore di Nesso, Alberto Caremi, difeso dall’avvocato Aldo Turconi: «Vista l’enorme mole di documenti non era possibile sottoporsi pienamente a un interrogatorio di fronte al giudice – ha commentato l’avvocato – Il mio assistito ha rivendicato la propria innocenza e l’assoluta estraneità a quanto gli viene contestato dalla Procura. Abbiamo chiesto la remissione in libertà, il giudice si è riservato. Siamo pronti nel caso a rivolgersi al Riesame. E comunque, quando avremo tutti gli elementi necessari, non escludo di presentare una istanza per essere sentiti dal pubblico ministero».
Caremi è stato arrestato per due capi di imputazione, legati entrambi al ristorante di Como “Pane e Tulipani” e relativi alla distruzione di scritture contabili e alla distrazione del patrimonio dell’attività.

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