Intossicazioni da funghi, 19 i casi affrontati sul territorio

Funghi nel bosco

La non corretta conservazione e la preparazione tra le cause dei problemi

Sono diciannove le indagini per intossicazione da funghi eseguite nei presidi ospedalieri dell’Ats Insubria.
Gli ultimi numeri, aggiornati al 4 novembre 2019, certificano dunque una situazione potenzialmente sempre più a rischio. È quello che emerge in maniera evidente dal report dell’agenzia di tutela della salute è che in molti casi non si tratta di intossicazioni o malessere legati al consumo di funghi non commestibili o addirittura velenosi, che ormai vengono per lo più riconosciuti – negli esemplari più noti – dai cercatori di una certa esperienza. Ma si tratta invece di un altro fattore, come spiegato dall’Ats.

«Tra le cause vengono individuate alcune specie, ad esempio il Boletus edulis, ritenute commestibili e pertanto la motivazione delle intossicazioni è da imputarsi prevalentemente alla non corretta conservazione. Inoltre, un’altra criticità emerge nella modalità di preparazione culinaria dei funghi come l’utilizzo di esemplari alterati, cottura insufficiente, consumo ripetuto di funghi non correttamente elaborati».

Dunque ciò che viene evidenziato è in sostanza che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la maggior parte dei casi che finiscono in ospedale sono da ascriversi a problemi di conservazione o preparazione.
Un altro dato interessante, sempre con riferimento al territorio dell’Ats locale, è quello del quantitativo di funghi esaminati e ritenuti commestibili, che ammonta a 175 chilogrammi, mentre sono 97 quelli esaminati e confiscati perché non commestibili o addirittura tossici.

Ats Insubria raccomanda allora ancora una volta di «non consumare funghi in grandi quantità e in pasti consecutivi – si legge nelle note guida – Inoltre sconsiglia il consumo di funghi alle donne in gravidanza o allattamento e ai bambini nei primi anni di vita, alle persone intolleranti a particolari alimenti o farmaci, o che soffrono abitualmente di disturbi a stomaco, fegato, intestino e pancreas».
Il servizio di controllo messo a disposizione da parte di Ats nei presidi di Como, Cantù e Menaggio rimarrà attivo fino al 29 novembre. Tutti i dettagli, gli indirizzi e i numeri di telefono da contattare sono consultabili sul sito dell’Ats Insubria.

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