Intrusi ai Giochi, ma con metodo

opinioni e commenti di marco guggiari

di Marco Guggiari

La notizia della parziale perdita del finanziamento regionale per i nuovi giardini a lago di Como è uno schiaffo che schiocca violento in faccia a una città dai tanti problemi irrisolti. Può suonare strano quindi che si riprenda il tema delle Olimpiadi invernali assegnate a Milano-Cortina per immaginare un ruolo indiretto, a livello di indotto, vantaggioso per il capoluogo e, più in generale, per il Comasco. Se gettiamo al vento risorse utili e già stanziate solo perché, incredibilmente, non arriviamo in tempo, come potremo farci trovare pronti per i Giochi del 2026?

Tanto più che le vere opportunità non riguardano noi, ma la Valtellina. La provincia di Sondrio avrà infatti la tangenziale di Tirano dopo quella di Morbegno. Sul Lario, invece, i vantaggi saranno per l’altro ramo del lago, con il possibile completamento viabilistico della Lecco-Bergamo. Il Veneto, dal canto suo, finirà la Pedemontana.

Di che parliamo, dunque, quando nominiamo Como? Siamo fuori dalla geografia diretta delle Olimpiadi e dei suoi villaggi. Per averne conferma, è sufficiente dare un’occhiata alla cartina e alle infografiche di questi giorni relative alla grande manifestazione sportiva. Eppure Como potrebbe approfittare della situazione. A patto di capire e fare propria la lezione di Losanna. Lì, Milano-Cortina, e in definitiva l’Italia, hanno vinto grazie al gioco di squadra, al ruolo di testimonial svolto da quattro giovani campionesse, a una proposta una volta tanto caratterizzata da determinazione e ottimismo. Fiutare quell’aria significa usare le Olimpiadi invernali, che ci lambiscono, come sfida positiva. Nel merito e in concreto possiamo puntare su una forte accelerazione dei tempi per la variante della Tremezzina. Possiamo tentare un nuovo e deciso assalto a Milano e a Roma per il secondo lotto della Tangenziale. Possiamo battere i piedi per ottenere treni per il collegamento diretto tra Como e Malpensa. Possiamo e dobbiamo impegnarci, di nostro, su alcune altre cose. Farci trovare all’appuntamento con il lungolago nuovo, pretendendo il pronto aiuto decisivo della Regione. Dobbiamo costruire parcheggi per auto e pullman: quello dell’area ex Ticosa, prima di tutto. Dobbiamo pensare all’accoglienza. Come intercettare tifosi dei Giochi nella loro veste anche di turisti? Dobbiamo promuoverci nei circuiti giusti. Aprire gli alberghi anche d’inverno, in quell’inverno. Occuparci della promozione di eventi, non facili nella stagione fredda per chi stenta a proporne anche d’estate: una grande mostra a Villa Olmo, per allora, sarà possibile? Se questa è una bozza di lista della spesa, serve un metodo. Occorrono le “date catenaccio” di cui ha scritto giovedì 27 giugno Gian Antonio Stella sul “Corriere della Sera”. Date vincolanti per arrivare con qualcosa nel paniere, pronti e già collaudati. 

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