di Adria Bartolich
L’istituto Invalsi ha reso pubblici i risultati dei test effettuati nel corso dell’anno scolastico appena terminato. Si tratta di una sintesi della quale aspettiamo di vedere i dettagli appena possibile.
Ora, al di là delle polemiche da cui sono circondati, perché considerati inutili se non dannosi da una parte dell’opinione pubblica e degli operatori del settore, i test ci danno uno spaccato interessante della scuola al tempo del Covid.
Gli esiti dei test confermano cose già note, e cioè che la scuola primaria è il segmento scolastico che pare funzioni meglio. Infatti, nonostante la riduzione dell’orario scolastico e lo spostamento in Dad di molte ore di lezione nel primo lockdown e per le quarantene, i bambini confermano generalmente delle competenze accettabili, anche se con un lieve calo in matematica e inglese, seppur non su tutto il territorio nazionale. Le difficoltà più grosse sono al Sud, dove ci sono delle sensibili differenze tra classi e scuole.
Nella scuola secondaria di primo grado (le medie per intenderci) la situazione si aggrava. Quasi la metà dei ragazzi ha difficoltà sia in italiano (circa il 40%) che in matematica (il 45% con un incremento del 5% rispetto al 2019) mentre il livello dell’inglese è lievemente migliorato (41%) anche se rimane basso. I problemi maggiori li registrano i ragazzi che provengono da famiglie disagiate e soprattutto sono negativi i dati di alcune regioni meridionali – Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna – nelle quali la maggior parte degli allievi ottiene risultati non adeguati.
I dati peggiori riguardano le scuole superiori, dove sia in italiano che in matematica il calo nelle competenze si abbassa del 9%, mentre l’inglese rimane più o meno negativamente stabile – siamo oltre il 50% di ragazzi impreparati – con competenze insufficienti nella comprensione addirittura per il 63% degli studenti.
Occorrerà vedere in seguito i dati nel dettaglio, ma emerge in modo dirompente il divario tra le diverse aree del Paese. In tutte le regioni del Sud la maggioranza degli studenti non raggiunge la soglia minima delle competenze in italiano: spicca il dato drammatico di Campania e Calabria con il 64%. In matematica va perfino peggio con punte di incompetenza del 73% in Calabria e Sicilia per finire con oltre l’80% nella comprensione della lingua inglese in Calabria e Campania.
Un’analisi più precisa dei dati ci dirà, spero, se la colpa sia davvero della Dad come qualcuno sostiene – in questo caso i dati però dovrebbero essere omogenei a livello nazionale – oppure di chi, semplicemente, non ha fatto la Didattica a distanza.
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