di Giorgio Civati, Opinioni & Commenti

La Camera di Commercio e la fusione alle porte

di Giorgio Civati

Se ne parla da mesi, forse da anni, ma adesso ormai ci siamo: le Camere di commercio di Como e di Lecco a fine anno si fonderanno in un’unica struttura. Passaggio logico della razionalizzazione in atto eppure contrastato, contestato. Ma inevitabile. E vista la definitività della cosa, è opportuno che ciò avvenga nel migliore dei modi. Avevamo già avuto modo di riflettere su un dato fondamentale, la qualità dei servizi alle aziende. E questo ci pare il principio basilare: l’ente camerale è anche attore economico, motore di sviluppo, strumento di politiche sociali. E fornisce pure tutta una serie di servizi “semplici” ma importanti. Che gli sportelli funzionino, insomma, è condizione essenziale. Senza code, magari con un sempre più massiccio utilizzo dell’informatica. Al di là di tutto ciò, però, ci pare che in queste ultime settimane sul Lario si stia assistendo anche alla ricerca più o meno frenetica di un candidato alla presidenza, senza grandi risultati. Qualche “no”, un po’ di nomi buttati lì quasi a caso, ipotesi e smentite. Ebbene, dato per assodato che il campanilismo esasperato non ci piace e appare infruttuoso, che un bravo presidente lecchese è meglio di uno comasco un po’ così, ci pare altrettanto chiaro che un bravo comasco sarebbe meglio. Lo si troverà? Auspicandolo, siamo certi che il Lario vede tra la sua gente ottimi imprenditori, parecchi dei quali sono anche già molto impegnati nell’associazionismo, nel sociale, nel pubblico. Svariati personaggi di spicco. E, però, va anche detto che un territorio e un’economia si misurano certamente su fatturati e utili, infrastrutture e bilancia commerciale, successi personali e aziendali ma non solo. Lo sappiamo bene noi comaschi, spesso messi in fondo alla fila, trascurati, poco capaci di difendere interessi legittimi, scarsamente in grado di fare squadra. La presidenza della Camera di commercio di Como e Lecco – o del Lario, o come si chiamerà, e onestamente ci pare poco importante nonostante le discussioni fatte a questo riguardo  – è insomma un momento importante per provare a metterci a capo un uomo – o una donna, ovviamente – che sappia di tessile e di legno arredo, di turismo locale, di strade indecenti, di promozione e sostegno. Insomma, di Como e dintorni. È un’occasione per il territorio, una partita che va giocata bene. Arrivarci con dei nomi di primo piano è certamente il meglio che si possa fare. Se poi qualcuno deciderà di mettersi in gioco, a lui – o a lei – dovrà andare il massimo appoggio e grande riconoscenza da parte del territorio.  Speriamo che Como ci provi e lo faccia con convinzione ma, guardando al passato, c’è il rischio di una ennesima occasione mancata.

10 novembre 2018

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