La “Casa dei Bambini” ora è realtà, Nasce un rifugio sicuro per chi è in crisi

Benedizione Casa dei Bambini

Solidarietà, gioco di squadra e voglia di mettersi al servizio degli altri. Sentimenti che hanno guidato l’impegno e il lavoro alla base della nascita della “Casa dei bambini”, opera della Fondazione Scalabrini, inaugurata questa mattina in via Pastrengo. «Un rifugio temporaneo per consentire a chi si trova in difficoltà di rimettere insieme i cocci della propria vita e ripartire», ha detto una commossa Francesca Paini, presidente della Fondazione Scalabrini. Ma questo “porto sicuro”, inaugurato in città per sostenere chi è in emergenza, è stato anche il giusto palcoscenico per richiamare una sempre maggior attenzione verso i più deboli da parte del Governo. E a farlo è stato l’avvocato e past president di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, intervenuto alla cerimonia. «Il Governo, la mano pubblica deve fare di più. Ci sono situazioni troppo pericolose a livello sociale per non intervenire con sempre maggior impegno – ha detto Guzzetti – Da sempre Fondazione Cariplo è attenta a certi fenomeni come i problemi dell’infanzia e in Italia oggi ci sono tra 1 milione e 200mila e 1 milione e 500mila bimbi in situazione di povertà educativa assoluta. Solo a Milano 21mila bambini sono i povertà assoluta. I bimbi non hanno colpe, noi sì, dobbiamo lavorare. Ecco perchè sono opere meritorie quelle che vediamo qui oggi. Derivano dal lavoro di un gruppo di persone che ha a cuore le sorti del prossimo. La forza della nostra comunità è che nessuno li ha obbligati ma si sono messi in gioco. E dietro hanno una rete di sostegno». In tale ottica la Fondazione Cariplo a livello nazionale cerca di «colmare le lacune, economiche, del Governo su progetti fondamentali, ma va fatto di più. Fortunatamente abbiamo un presidente della Repubblica come Sergio Mattarella molto attento», dice Guzzetti. Erano in tanti ieri a visitare il nuovo appartamento. E questa iniziativa è stata fortemente voluta anche per onorare la memoria dei quattro bimbi, ospitati in una casa d’accoglienza, che persero la vita nel rogo divampato in via per San Fermo il 20 ottobre 2017. «In quel momento – dice Francesca Pani – o decidevamo di chiudere ogni tipo di attività oppure di ripartire con maggior slancio e con la consapevolezza di dover fare ancora di più. E così è stato. Le lacrime non si asciugano ma il dolore diventa speranza e si è trasformato in un nuovo inizio». E i risultati erano visibili ieri mattina. La casa si aggiunge alle altre strutture offerte ai bisognosi sul territorio (già oltre 300 le persone accolte e sostenute in momenti difficili), la prima a Como di proprietà della Fondazione e messa a disposizione di famiglie con bambini che vivono situazioni di difficoltà. È un trilocale con un massimo di 6 posti letto che sarà assegnato per 12-18 mesi a una famiglia italiana di cinque persone in difficoltà. E i nuovi inquilini sono già pronti a entrare nello stabile che è frutto del lavoro della Fondazione e della rete che le sta attorno, dai servizi sociali al terzo settore, a Confcooperative Insubria, a tutti i volontari che si sono offerti per dare un contributo. Presente anche il sindaco Mario Landriscina. «In una società dove si tende molto a parlare, qui c’è un gruppo di persone che invece si è dato da fare».

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