La Cassazione dà torto al giudice di pace di Como: la clandestinità dei migranti non è “occasionale”
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La Cassazione dà torto al giudice di pace di Como: la clandestinità dei migranti non è “occasionale”

Un'immagine del parco di San Giovanni a Como occupato dai migranti nell'estate del 2016 Un’immagine del parco di San Giovanni a Como occupato dai migranti nell’estate del 2016

Il comportamento dei migranti irregolari non è «occasionale». Lo ha stabilito la Corte di Cassazione accogliendo il ricorso della Procura generale di Milano che si era opposta alle sentenze emesse dal giudice di pace di Como.

Quest’ultimo aveva prosciolto alcuni migranti, di diversa nazionalità, trovati privi di permesso di soggiorno nella zona di Ponte Chiasso.

Lo scorso anno, sempre la Suprema Corte aveva già stabilito che gli immigrati in possesso di documenti falsi trovati sul suolo italiano andavano perseguiti, anche se semplicemente migranti economici.

Nei casi analizzati dal giudice di pace di Como, era stato invece invocato il proscioglimento dal reato di immigrazione clandestina per «tenuità del fatto». In quanto vi sarebbe stata l’occasionalità della condotta. Il reato di ingresso e soggiorno illegale nel territorio italiano viene punito con l’ammenda da 5mila e 10mila euro.

La tesi delle difesa dei migranti ricorrenti era stata accolta dal giudice di pace. Si dava infatti per buono che i migranti, incensurati, fossero tutti in transito in Italia verso altri Paesi, ad iniziare dalla Svizzera. Una vicenda complessa.

Ora, secondo la prima sezione penale della Cassazione l’occasionalità della condotta dei migranti non è però provata. Questi avrebbero potuto pure essere giunti dalla Svizzera. Non era neppure possibile dimostrare che si sarebbero fermati pochi giorni sul territorio italiano. I migranti irregolari, insomma, non rientrano nei casi di «esiguità del danno o del pericolo», «occasionalità della condotta» e «modesto grado di colpevolezza».

La loro condotta non era in pratica «occasionale» per la Cassazione che ha rinviato nuovamente la decisione al giudice di pace. Due anni fa la Cassazione si era pronunciata allo stesso modo sulle assoluzioni del giudice di Pace di Verona a dei marocchini espulsi dall’Italia, ma rimasti nel nostro Paese.

http://www.corrieredicomo.it/la-caritas-migranti-servono-leggi-e-non-sentenze/

4 maggio 2018

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Dario Campione

Dario Campione dcampione@corrierecomo.it


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