La Cgil: «Lavoro e innovazione siano le priorità»

Henkel Lomazzo

Nuovo segretario provinciale della Cgil di Como da meno di un anno, Umberto Colombo vede nella attuale fase di ripartenza una grande occasione per salvaguardare e rilanciare il mercato del lavoro. Ad alcune inderogabili condizioni.
«Anche nel Comasco – sottolinea – siano al primo posto da un lato la tutela della salute di lavoratrici e lavoratori dato che non siamo ancora fuori dalla pandemia, e dall’altro la tutela del lavoro perché il territorio non debba subire ulteriori contraccolpi. Chiediamo a gran voce una proroga del blocco dei licenziamenti fino a fine di ottobre, e questo indipendentemente dalla dimensione delle aziende».
Ma non basta. «A ritmo serratissimo ci sia una vera riforma degli ammortizzatori sociali che ci possa consentire di gestire al meglio la crisi in atto. Di più, chiediamo concrete politiche attive del lavoro che deve essere dignitoso e non precario. E l’obiettivo si ottiene non solo chiamando in causa il governo di Roma ma anche Regione Lombardia. Si mettano a disposizione del territorio lariano risorse economiche e anche umane. Cosa intendo? Vanno assolutamente riammodernati i centri per l’impiego e quindi serve personale che sia adeguato e preparato per affrontare una emergenza occupazionale grave».
La mancanza di antidoti per Colombo «sarebbe un colpo devastante sia per le lavoratrici e i lavoratori che per le stesse attività economiche comasche. E in tal senso abbiamo già forti segnali di allarme da vari settori, penso in particolare al tessile dove si registra un fortissimo calo del fatturato e nel turismo, Ma ce ne sono anche altri».
Un completo cambio di paradigma che per la Cgil chiama in causa tutti gli attori in campo: «Anche le imprese, enti come la Camera di Commercio e le istituzioni oltre che il sindacato devono concorrere tutte insieme in modo corale al raggiungimento degli obiettivi primari che dicevo – rimarca Colombo – Altrimenti il rilancio dell’economia e della produzione sul Lario è impensabile. Senza blocco dei licenziamenti e politiche attive del lavoro dovremo affrontare una emergenza occupazionale inaccettabile che rischia di minare anche quelle prestigiose attività che in passato sono state la spina dorsale della nostra provincia e che rischiano di diventarne i punti di maggior debolezza. In sintesi, da soli non si va da nessuna parte. E non possiamo permetterci lungaggini perché c’è tanto da fare: riqualificare significa anche più digitale e un nuovo rapporto con il mondo della scuola. Viviamo un momento di grande trasformazione ma innovare non può significare compressione dei costi o ridurre le tutele di lavoratrici e lavoratori come avvenuto in passato: sul Lario chi ci ha creduto è stato spazzato via dal mercato».
C’è sul tappeto anche la vertenza Henkel di Lomazzo. «Una battaglia emblematica ma anche un caso a parte – dice Colombo – Stiamo parlando di una multinazionale che non è affatto in crisi e ha fatto fortuna grazie anche al Lario. Nello stabilimento di Lomazzo si lavora nel settore detergenza che è in crescita e ciò rende l’ipotesi di chiusura ancor più inaccettabile. A breve chiederemo a Confindustria di prendere una posizione netta perché un caso simili in un momento di crisi pandemica non è tollerabile».

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