La chiusura totale di via Milano scatena la polemica. Commercianti sul piede di guerra

Il traffico in via Milano Alta

Rabbia e delusione. Il giorno dopo la notizia della prossima chiusura di tutta la via Milano durante i giorni “a rischio” della Città dei Balocchi, esplode il malumore dei commercianti le cui vetrine si affacciano su quella che tutti considerano una delle più importanti arterie lungo cui scorre il traffico cittadino.
Lo stop alle auto dalle 13 alle 20 durante i weekend e i giorni festivi, dalla fine di novembre al 6 gennaio, «creerà disagio per i commercianti della zona – dice Claudio Casartelli presidente di Confesercenti Como – Anche lo scorso anno, quando chiusero la parte alta per alcuni giorni, sempre durante gli eventi natalizi, i commercianti rimasero sulla porta dei propri negozi. Ora, alcuni di loro pensano addirittura di non aprire nemmeno durante i giorni in cui la via Milano sarà off limit».
Casartelli spiega che, al momento, gli stessi commercianti di via Milano non hanno preso una posizione per manifestare il proprio malcontento contro la misura adottata. «Temo che il danno economico possa essere importante – aggiunge – Via Milano è già poco coinvolta dagli eventi della Città dei Balocchi e ha una clientela di comaschi che il pomeriggio del sabato vengono in città per fare compere. La sua chiusura totale – conclude il presidente dei Confesercenti – avrà ricadute anche sul mercato scoperto sotto le mura e sull’intera zona».
Ma ieri è stata anche la giornata delle prime riflessioni “a caldo” della politica cittadina. E i commenti sulla scelta di chiudere l’intera via Milano sono stati quasi tutti di segno negativo. La prima bordata è giunta da Alessandro Rapinese, che ha parlato di «urbanistica demenziale» e di una scelta «assunta senza pensare alle possibili conseguenze». Rapinese contesta pure la motivazione, giudicata «poco solida», legata ai motivi di sicurezza. «Basterebbe tenere sgombere le corsie preferenziali – dice – e il corridoio verso Sud sarebbe sempre aperto».
Secondo Vittorio Nessi, capogruppo di Svolta Civica, «Como ha bisogno di interventi eccezionali per limitare l’accesso di traffico in convalle nei giorni di maggior afflusso. Contestualmente, andrebbero attivate navette più frequenti e rafforzato il servizio di trasporto pubblico. Purtroppo, il Comune si muove con interventi limitati, che rischiano di penalizzare una singola via, e senza una visione d’insieme. La giunta ha poi sprecato tempo e denaro per rifare il piano del traffico che ancora non si vede e che, nei suoi indirizzi, ricalca all’80% quello adottato dalla giunta precedente».
Molto dure le considerazioni di Bruno Magatti, consigliere e capogruppo di Civitas. «La viabilità cittadina è sempre una tragedia durante la Città dei Balocchi – premette – e c’è da sperare che nessuno abbia mai un’emergenza. Il problema è però un altro: l’impatto ambientale e viabilistico dell’evento è diventato inaccettabile. Il traffico dev’essere quindi fermato altrove, a monte della convalle».
La soluzione adottata per via Milano, dice ancora Magatti, «trasferisce tutto il traffico su viale Innocenzo e quindi su via Lucini, via Torriani e sul girone dove tutti convergeranno per raggiungere gli autosili del centro. Sarà una vera tragedia, con la Napoleona e la tangenziale intasate all’inverosimile».
L’ex assessore insiste su un punto, a suo dire essenziale. «Le auto non devono arrivare in città. A Milano non si va in piazza Duomo con la macchina. C’è poi un’altra cosa incredibile: l’esperienza dell’anno scorso sembra non essere servita. Possibile che nessuno ha capito a che cosa andiamo incontro? Non si può ammazzare una città in questo modo. Io la vedo come una vera apocalisse. E nel momento tragico tutti spariranno, resteranno soltanto le polveri e l’inquinamento. Lo ripeto: non è più nell’interesse della città avere tanta gente in così pochi giorni».
Il capogruppo del Pd, Stefano Fanetti, è intervenuto assieme alla collega Patrizia Lissi con un breve comunicato. «Chiudere tout court via Milano senza dare un servizio o allargare le iniziative di Città dei Balocchi non porta a nulla, né per le attività che insistono sulla strada, né per la manifestazione. Invece, avrebbe avuto più senso, come avevamo chiesto e come vorrebbero anche commercianti ed esercenti, che il bus navetta, oltre a passare di lì, facesse anche due fermate: una nella parte alta e una in quella bassa della via. In ogni caso – dicono i consiglieri Dem – sarà fondamentale non isolare, ma anzi coinvolgere l’arteria nelle iniziative natalizie. Ci auguriamo che il Comune intenda andare in questa direzione con le sue future decisioni».
Unica voce in linea con la scelta della giunta è stata quella di Enrico Cenetiempo, capogruppo di Forza Italia, che richiama l’indicazione della Prefettura sulla necessità di avere una via di fuga libera verso il Sant’Anna. «La Prefettura sa quello che fa, e io sono d’accordo. Certo, sarebbe meglio se una parte della via Milano “pedonalizzata” diventasse sede di varie iniziative. La cosa principale, in ogni caso, sarà piazzare i vigili urbani sulla direttrice di viale Lecco. Il tappo del traffico è lì, bisognerà evitare le soste lunghe di chi cerca posto e le code per l’autosilo del Valduce».

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2 Commenti

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    Sergio , 18 Novembre 2019 @ 13:14

    Ben venga la chiusra di via Milano, la città non può essere continuamente “sotto ricatto” degli interessi dei commercianti, i quali, se avessero un minimo di lungimiranza, capirebbero che proprio la chiusura al traffico porterebbe loro giovamento.

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      stefania , 19 Novembre 2019 @ 15:29

      Ottima idea , e poi quali commercianti ….alla fine Via Milano è diventata piena di negozi di extra comunitari: ai Comaschi non servira’ usufruire di codesto commercio!!!

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