La Comunità Montana cerca contadini, ma nessuno si fa avanti

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Per l’Alpe  di Orimento
(a.cam.) Curare i pascoli, produrre un formaggio di qualità, occuparsi di bovini e caprini, promuovere i prodotti locali. La Comunità Montana Lario Intelvese cerca aspiranti gestori dell’Alpe di Orimento, tra i comuni di San Fedele Intelvi e Pellio Intelvi. Un primo bando, scaduto nel giugno scorso, era andato deserto e l’ente, proprietario delle strutture e dei terreni ci riprova ora con una nuova gara attualmente in fase di svolgimento.
Il bando attuale prevede gestori diversi per le attività legate al settore agricolo e dell’allevamento e per il museo e la struttura ricettiva.

«La prima gara prevedeva l’affidamento di tutte le attività a un unico gestore – dice Oscar Gandola, presidente della Comunità Montana Lario Intelvese – Questo aveva creato qualche difficoltà perché c’era una commistione tra attività agricole e culturali ed è stato impossibile assegnare l’incarico. Ora abbiamo rivisto il bando e abbiamo già riscontrato un buon interesse».
Il bando di concessione prevede l’assegnazione per nove anni. Nell’area dell’Alpe di Orimento, la Comunità Montana ha previsto di affidare la gestione di un edificio polivalente che ospita un ecomuseo, un caseificio, un bar e una stalla alpina, oltre a pascoli e alpeggi. «Sembra ci sia interesse sia per il bando agricolo sia per la struttura ricettiva e il museo», conclude.

Nella foto:
Uno dei sentieri che portano all’Alpe di Orimento (1.200 metri) in Valle Intelvi

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