La cordata attende Di Bari

Calcio Como – Mentre Rivetti sta ridisegnando la società, il gruppo di imprenditori lariani si interroga sul 48,5% delle azioni rimaste all’ex presidente
Amilcare Rivetti amministratore unico e presidente con l’organizzazione di un club da ridisegnare e stipendi e contributi da pagare entro 7 giorni.
Queste le priorità di lavoro del nuovo presidente azzurro, che lo scorso fine settimana ha seguito la squadra a Taranto e che si appresta a vivere al fianco della squadra, reduce da due sconfitte consecutive, la settimana che porta alla difficile gara di domenica allo stadio Sinigaglia contro il Carpi.
Ma, in questo quadro, rimane comunque

una questione aperta, quella del 48,5% delle quote del club che sono rimaste all’ex presidente Antonio Di Bari. Non una cosa da poco.
I “rumors” parlano di accordi che sarebbero stati presi alla vigilia dell’assemblea dei soci di venerdì scorso – il condizionale è d’obbligo – per il passaggio del tutto allo stesso Amilcare Rivetti.
Il dato di fatto è che, finora, Di Bari il “famigerato” 48,5% se lo è tenuto e, al momento, nessuno sa quali siano le sue intenzioni.
Le ipotesi sono tre. La prima è che l’ormai ex presidente non si muova più e che, a colpi di aumenti di capitale, venga progressivamente estromesso.
La seconda è che Di Bari, entro il termine fissato del 15 dicembre, partecipi alla ricapitalizzazione.
Le terza è che, in un modo o nell’altro, l’ex numero uno ceda prima le sue quote ed esca di scena.
Al momento non è chiaro che cosa voglia fare Di Bari ed è un problema che si pone soprattutto la cordata di imprenditori comaschi che intende entrare a fianco di Rivetti.
Il gruppo, dopo aver preso atto dell’andamento dell’assemblea dei soci, si è dato un mese per valutare, in ogni suo aspetto, il club e per fare i dovuti controlli sulla società (in particolare sui bilanci).
Ma questo lavoro potrebbe subire uno stop, in attesa di capire che cosa vuol fare Di Bari con il suo 48,5%. E nel fine settimana è prevista una riunione proprio per valutare che passi fare alla luce di questa situazione tutto sommato inaspettata, visto che l’ipotesi più accreditata era quella di una uscita di scena dell’ex presidente, che invece rimane a pieno titolo tra gli azionisti del Calcio Como.
Gli imprenditori potrebbero decidere a prescindere di iniziare il lavoro di valutazione sulla società, ma potrebbero anche optare per uno stop momentaneo.
E questo stallo potrebbe tenere bloccato tutto fino al prossimo 15 dicembre, giorno in cui scadranno i termini per accettare o meno la partecipazione all’aumento di capitale.
Intanto Amilcare Rivetti si sta muovendo per riorganizzare la società di cui, da qualche giorno, è a tutti gli effetti il presidente.
Una riorganizzazione che parte da volti che si sono già visti nel club e che negli ultimi mesi, per un motivo o per l’altro – ma soprattutto perché erano considerati uomini di Rivetti – erano stati costretti a fare le valigie.
È il caso di Maurizio Porro, l’ex direttore generale, che sicuramente sarà coinvolto di nuovo nel progetto azzurro. Del resto Porro, anche dopo il suo congedo, è stato sempre vicino allo stesso Rivetti. E il rientro è certo anche per Christian Papa, che con il club lariano ha avuto un ruolo operativo nel marketing. Porte aperte anche per il responsabile amministrativo Massimo Monti e per il preparatore atletico Paolo Vittori, che era stato allontanato creando, peraltro, più di un malumore in seno alla squadra.
E, nella “revisione” dell’organigramma, va considerato anche un ridisegno della situazione dei collaboratori, sia degli uffici, sia di quelli più vicini alla squadra, oltre a un rafforzamento dello staff sanitario.
Queste, a breve termine, dovrebbero essere le prime mosse ufficiali della nuova gestione di Amilcare Rivetti.

Massimo Moscardi

Nella foto:
In stand-by
Dopo l’ultima assemblea dei soci, Antonio Di Bari non è più presidente del club lariano, ma continua a detenere il 48,5% delle azioni. Sotto a destra, Amilcare Rivetti

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