La crisi morde ancora: le imprese hanno sete di liquidità

Economia – Impietosa la relazione congiunturale relativa al mese di maggio 2012: l’uscita dal tunnel della recessione non è dietro l’angolo
Il presidente di Confindustria Como: «Mercati immobili, non potremo andare avanti per molto»
Confindustria Como e Confindustria Lecco, con la loro consueta relazione d’inizio estate sulla congiuntura economica relativa al mese di maggio 2012, lanciano l’ennesimo allarme: la crisi continua, e l’uscita dal tunnel non è dietro l’angolo.
Eppure le speranze c’erano: sul finire del 2011 la domanda estera è tornata a crescere e così pure nei primi tre mesi del 2012 – nel primo trimestre del 2012 la variazione annuale delle esportazioni dell’industria è stata positiva (+2% quella
di Como e +6% per la Lombardia) – ma a preoccupare è stata la domanda interna che si è progressivamente contratta, perché la fiacchezza del mercato del lavoro e dei redditi reali non fanno certo migliorare i consumi sul territorio lariano.
E così, nel Comasco, l’attività produttiva rimane stabile da diversi mesi ma su livelli bassi, salvo alcuni mercati e nicchie che sono ritornate sui livelli pre-crisi.
Secondo le rilevazioni effettuate, appaiono maggiormente in difficoltà le imprese di minori dimensioni: da 10 a 49 addetti. E il livello di vendite nella prima metà del 2012 presenta secondo Confindustria significativi segnali d’allarme: il 36% delle imprese dichiara una calo rispetto al primo trimestre 2012, e il 50% una stagnazione. E c’è da sottolineare l’emergenza finanziaria: le imprese hanno una forte esigenza di liquidità, come testimonia il tempo medio per gli incassi che nel settore manifatturiero si attesta attorno ai 150 giorni. Il che, abbinato alla non sempre facile solvibilità dei clienti, si traduce in indice di grave crisi.
«Anche questa indagine – commenta Francesco Verga, presidente di Confindustria Como – conferma la sostanziale immobilità dei nostri mercati, con le nostre aziende che non vedono variazioni nei livelli di crescita produttiva. Non potremo andare avanti così ancora per molto».

Nella foto:
Un’operaia al lavoro in un’azienda tessile della nostra provincia. La crisi prosegue e le imprese sono ancora in sofferenza

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