La denuncia di Cataldo, vincitore della tappa comasca del Giro: «Guidatori troppo aggressivi: sulle strade rischiamo la pelle»

Dario Cataldo Giro d'Italia a Como

Dario Cataldo si allena spesso sul Lario, dove i suoi fan sono sempre di più, soprattutto dopo la vittoria della tappa Ivrea-Como, ma non mancano i problemi. «Mi piacerebbe girare con una telecamera – spiega – Faccio un esempio: proprio in questi giorni in Valle Intelvi un furgone ha superato me ed altri corridori che eravamo regolarmente incolonnati dietro una coda di auto. Noi eravamo in discesa verso Argegno alla velocità delle vetture che ci precedevano. Non solo: prima di un tornante il furgone ci ha chiuso costringendoci a una brusca frenata, per poi fermarsi dopo pochi secondi perché era giunto a destinazione».
«Anche se ci muoviamo con educazione troviamo chi ha un atteggiamento aggressivo – aggiunge Cataldo, ieri ospite delle redazioni di “Corriere di Como” ed Espansione Tv – Ma noi, non va mai dimenticato, siamo fragili e rischiamo di farci male».
Un ulteriore episodio: «Sul lungolago verso Bellagio eravamo in 4 in fila, non raggruppati. Una donna ci ha superato per poi stringere bruscamente prima di una curva e anche in questo caso abbiamo inchiodato. Alle mie rimostranze mi ha insultato per poi fermarsi dopo un chilometro: mi chiedo il senso di un sorpasso fatto in quel modo». Cataldo conclude: «Sappiamo che ci sono ciclisti meno educati e posso garantire che danno fastidio anche a noi. Ma mi chiedo il perché di tanto accanimento, con manovre che fanno rischiare la pelle a noi ciclisti che rispettiamo le regole».

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