La festa dei carabinieri: «Attenzione alle infiltrazioni»

Carabinieri Como

L’Arma dei carabinieri ha festeggiato ieri il 206° anniversario di fondazione.
Un celebrazione “privata”, in seguito alle problematiche legate al Covid-19, che non ha permesso il tradizionale incontro aperto ad autorità e pubblico nel piazzale della caserma di Como. L’occasione è stata comunque propizia per fare il punto della situazione dopo un anno di attività segnalando le maggiori problematiche e premiando i militari che si sono particolarmente distinti nelle operazioni di servizio.
I numeri
Partiamo dai numeri dell’ultimo anno, quelli compresi tra il 1° maggio del 2019 e il 30 aprile 2020. Sono state 40.887 le chiamate d’emergenza ricevute dai carabinieri, con 394 persone arrestate e 2.884 denunciate a piede libero. Identificate, nel corso dei quasi 47.657 servizi a carattere preventivo eseguiti, più di 74.978 persone mentre i veicoli controllati sono stati 50.212. Sequestrati 49 chili di sostanze stupefacenti, 79 armi da fuoco e 2.758 munizioni. I militari dell’Arma del comandante provinciale Ciro Trentin – in un comunicato giunto ieri in redazione – hanno poi sottolineato le linee guida per i prossimi mesi, che portano ad una «costante attenzione, soprattutto in questo periodo, a prevenire le possibilità di infiltrazione della criminalità organizzata nelle attività economiche, mediante una continua e il più possibile capillare attività di controllo del territorio ed attraverso un’attenta penetrazione informativa ed investigativa».
«Con pari determinazione – proseguono i carabinieri di Como – si cercherà di prevenire e contrastare il fenomeno delle cosiddette truffe agli anziani, reato particolarmente avvertito nella provincia» ma che comunque, nell’ultimo anno, è calato da 33 segnalazioni a 21.
«Un numero in ogni caso troppo elevato», puntualizza l’Arma. Numerosi, al riguardo, sono stati gli incontri informativi svolti sia nelle chiese (30, con 1.290 presenze) sia nelle sale dei comuni del territorio, con 1.040 presenze in 26 appuntamenti.
Reati comunque in calo in tutte le voci, nell’ultimo anno, compreso lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive, cui erano stati dedicati appositi e mirati servizi con grande dispiego di uomini e forze. «In tale ambito, si evidenzia che in molti luoghi controllati, diversamente dal passato, non si è più riscontrata traccia del fenomeno oppure si è avvertito un serio ridimensionamento, segno che la costante attività preventiva e di contrasto sta portando risultati non solo in termini di sequestri e denunce, ma anche di controllo del territorio».
Militari premiati
Numerosi anche i militari che sono stati premiati, ricevendo encomi per quanto svolto in servizio.
A partire da una indagine che si era sviluppata a cavallo delle province di Como e di Varese, per una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti in cui si era registrato anche un omicidio, quello di Elazyz Noureddine avvenuto a Tradate il 16 marzo del 2018.
Encomi semplici sono stati conferiti al tenente colonnello Andrea Ilari (comandante del reparto operativo), al maggiore Nicola Darida (comandante del Nucleo investigativo), al luogotenente Graziano Meloni, al maresciallo capo Roberto Iannaccone, al maresciallo ordinario Letizia Zanda, al maresciallo ordinario Raffaele Tavano, all’appuntato scelto Stefano Capuzzo e all’appuntato scelto Vito Esposito.
Encomio semplice anche per una operazione andata in scena a Colverde (il 22 ottobre 2019), quando due militari salvarono una donna dal tentato suicidio dopo che si era tagliata le vene di un polso. Premiati per questo intervento tempestivo e prezioso l’appuntato scelto Orazio Daniele Messina e l’appuntato Francesco Marogna.

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