La funicolare di Lanzo vicina al ripristino

La stazione a monte della Funicolare di Lanzo

Adalberto Piazzoli: «Abbiamo lottato quasi trent’anni per farla ripartire»

Un nuovo capitolo si apre per la Funicolare Lanzo-Santa Margherita. Per la sua riattivazione si batte da anni un comitato locale. Nel dicembre del 2016 fu siglato un accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Como, Comuni di Lanzo (oggi Alta Valle Intelvi), Valsolda e Autorità di Bacino del Ceresio. Cui seguì la sottoscrizione di un protocollo. Nel 2018, una delibera approvata dalla giunta regionale stanziò 200mila euro per un progetto di fattibilità. Lo scorso mercoledì 3 giugno, una delegazione di Infrastrutture Lombarde e della società di ingegneria 3TI Progetti, incaricata di realizzare lo studio di fattibilità, accompagnata da esponenti del Comitato per il Ripristino, ha effettuato un sopralluogo su tutta la linea registrando l’ottimo stato di conservazione del sedime ferroviario. Prospezioni e rilievi sono stati effettuati sia sulla stazione a monte che su quella a valle. I motori e gli ingranaggi saranno totalmente sostituiti così come le due carrozze. Le nuove avranno la stessa capienza di quelle originali (40 posti) ma viaggeranno a una velocità più che doppia (4 metri al secondo invece che 1,5). La portata teorica della funicolare salirà così a circa 400 passeggeri ogni ora, con almeno cinque viaggi nei due sensi ogni 60 minuti. A breve i consulenti contano di consegnare le risultanze alla Regione e se – come tutto fa credere – il verdetto finale sarà che la funicolare è recuperabile, si potrà passare alla fase realizzativa.
«Siamo quasi increduli per questi sviluppi positivi – è il commento del professor Adalberto Piazzoli, Presidente del Comitato – Abbiamo lottato per quasi trent’anni per far ripartire la funicolare e ora il risultato sembra a portata di mano».
«Se i tempi verranno rispettati – conclude Piazzoli – potremmo approfittare dei fondi messi a disposizione da Regione Lombardia nell’ambito della Legge Regionale numero 9 del 4 maggio scorso per il rilancio dell’economia lombarda dopo la crisi Covid. Tra i 3 miliardi stanziati infatti c’è una voce specifica per lavori di ammodernamento della rete ferroviaria».

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