La Grande Guerra a Villa Carlotta

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Strutture di eccellenza – Si sta progettando una partnership con il parco di Villa Olmo e con la rete di musei locali della Tremezzina
Mostra celebrativa il prossimo maggio con cento disegni Intanto la storica dimora totalizza 173mila visitatori

Villa Carlotta a Tremezzo, che riaprirà al pubblico la seconda settimana di marzo, festeggia sotto l’albero di Natale un grande successo che la conferma polo culturale e turistico di eccellenza: ha già totalizzato più visitatori dello scorso anno.
Sono oltre 173mila le presenze totalizzate quest’anno e si prevede che alla chiusura dell’anno di bilancio (che va da marzo a marzo) sarà toccata quota 176mila.
Un vero exploit, considerando che il 2012 per Villa Carlotta si è fermato

a quota 171mila. È storicamente la seconda performance totalizzata dall’ente lariano, dopo il record assoluto (184mila visitatori) di due anni fa.
«Abbiamo lavorato molto sugli eventi – dice soddisfatta la direttrice di Villa Carlotta Serena Bertolucci, cui abbiamo chiesto il segreto di questo successo – In tutto abbiamo ospitato una sessantina di iniziative quest’anno e contiamo di mantenerci su questa quota anche per il 2014. Va detto che circa l’80% degli eventi di Villa Carlotta è da noi progettato, ideato e realizzato, solo il 20% è ospitato e dovuto a terzi. Quest’anno è andata molto bene la stagione concertistica estiva, al pomeriggio, e contiamo di ampliare l’offerta musicale il prossimo anno con due giornate dedicate alla tradizione tipicamente ottocentesca del valzer».
Ma la chicca dell’anno prossimo a Villa Carlotta sarà una mostra sul centenario della Grande Guerra, in maggio, con oltre 100 immagini di grandi disegnatori e confronti tra guerra ideale e reale.
Di recente l’inglese Judith Wade, presidente dell’associazione “Grandi Giardini Italiani”, network di parchi storici italiani e svizzeri che ha sede a Villa Erba, ha elogiato Villa Carlotta come modello di eccellenza per il turismo culturale lariano, proprio tenendo presente la sua efficienza. «Mi fa piacere – dice Serena Bertolucci – soprattutto perché catalizziamo l’interesse di moltissimi stranieri. Il 75% dei visitatori non è italiano, e moltissimi sono i francesi. Va detto che i gruppi organizzati negli ultimi tempi sono in netto calo, perché sta prendendo piede il turismo fai da te che scavalca grazie a Internet il tradizionale sistema delle agenzie di viaggio».
Ora Villa Carlotta guarda forte dei risultati al prossimo anno. Sono in corso contatti ad alto livello con il Comune di Como per collaborare a livello botanico alla rinascita del parco di Villa Olmo, ad esempio. Sempre che la Fondazione Cariplo conceda i fondi per il restauro della storica dimora a lago di via Cantoni.
Villa Carlotta collaborerà poi in modo consistente a una nascente rete di musei locali che farà capo a Tremezzo: «Tutta la Tremezzina è un giacimento culturale di notevole importanza – dice Serena Bertolucci – Abbiamo un sito tutelato dall’Unesco come il Sacro Monte di Ossuccio, quel gioiello di proprietà del Fai che è Villa Balbianello a Lenno e la nostra Villa Carlotta, senza contare il nascente “ecomuseo” di Tremezzo che nascerà l’anno prossimo nell’ambito dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale “Magistri Comacini”, a Villa Boliviana, che dovrà svolgere una funzione di promozione ed organizzazione di attività legate allo studio ed alla conservazione del paesaggio, dei giardini e delle dimore storiche, delle colture tradizionali e dei beni culturali».
Costruita alla fine del Seicento dalla famiglia Clerici, la villa fu dapprima adornata da un giardino all’italiana, per poi essere arricchita, alla fine del Settecento, con una collezione di opere neoclassiche come la celebre copia di “Amore e Psiche” del Canova. All’ultimo proprietario, il Gran Duca di Sassonia Meiningen, si deve la grande varietà di essenze esotiche per le quali Villa Carlotta è conosciuta nel mondo intero.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
La facciata di Villa Carlotta a Tremezzo, che riaprirà al pubblico la seconda settimana di marzo ed è visitata soprattutto da stranieri

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