La Grande Guerra, quando “Firmato” diventava un nome

altRicordi lariani di Renzo Romano
Da bambini giocavamo alla guerra. Nei cortili, nei prati, per strada. Archi e frecce fatti con i flessibile rami di nocciolo, spade di ruvido rubino, fucili lancia-bussolotti costruiti con le schedine del Totocalcio. In casa. Indistruttibili i soldatini di piombo e di terracotta, martoriati, decapitati, feriti. Bianchi contro indiani, italiani contro tedeschi.
L’eco delle guerre vere, le guerre dei grandi, non era ancora sopito. Il papà di un compagno di classe si chiamava Firmato. Il bollettino

della vittoria della Grande Guerra si concludeva con un “Firmato Cadorna”, molti diedero al proprio figlio il nome “Firmato” credendo che fosse quello del generale. “O il Piave o tutti accoppati”, “Non passa lo straniero”, i canti degli Alpini suscitavano commozione.
La “naja”, ovvero il servizio militare, era un obbligo. Io fui ammesso al corso ufficiali in artiglieria. Al termine davanti a una commissione di cinque alti ufficiali, un esame sulle discipline del corso. Il giudizio di ciascuno con una pallina, bianca o nera, dentro un’urna. Promossi o bocciati. Tocca a un collega di Varese. Nell’urna tre palline bianche e due nere, un urlo di liberazione, promosso! Tocca a me, un “quattro a uno” sofferto.
Finito il corso si va a casa in licenza. Alla stazione mi pare di vedere il collega di Varese… Ma sì, è lui. Apre lo zaino, tira fuori un cappello da ufficiale degli Alpini con la penna marrone, si toglie il cappello da artigliere, lo ripone nello zaino, mette in testa quello da Alpino… Lo sorprendo: “Che cosa fai? Perché cambi il cappello?”. Risponde serio: “Mio nonno era Alpino, mio papà Alpino, a casa tutti credono che io sia un ufficiale degli Alpini… anch’io mi sento un Alpino!”.
Nei miei ricordi la guerra di cento anni fa è quella raccontata e illustrata su un “Corriere dei Piccoli” dei primi anni ’60 e anche quella con Alberto Sordi e Vittorio Gassman, eroi improbabili nel capolavoro di Mario Monicelli “La Grande Guerra” .

Nella foto:
La locandina del film di Mario Monicelli La Grande Guerra, con Vittorio Gassman, Alberto Sordi e Silvana Mangano

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