La Festa del Sole illumina Canzo

altDomenica 3 agosto con la Cumpagnia di Nost 
Secondo la tradizione della “Festa di Oman”, classica ricorrenza d’inizio agosto, popolare e profana, gli uomini in questo giorno loro dedicato non lavoravano e giravano cantando e festeggiando in compagnia.
In linea con il proverbio «Agost, el su l’è fosch», la giornata richiamava i rituali celtici legati al ciclo del sole, la cui luce ad agosto tocca il suo apogeo ma si avvia poi al lento declinare che precede l’autunno.
Sulle tracce di questa antica tradizione, la Cumpagnia di Nost di Canzo ripropone per domenica prossima, 3 agosto, la Festa del Sole, invitando piccoli e grandi a ripopolare per un giorno l’antico alpeggio di Prima’Alpe in Val Ravella.

 

Un viaggio nel tempo e nella memoria, per riscoprire antiche radici in una manifestazione che ha non solo il sapore della nostalgia ma anche un signiicato culturale ed etnografico profondo.
In questo periodo in cui si celebrava anche la fine dei raccolti, il sodalizio artistico canzese, che da tempo è impegnato in un recupero consapevole del passato che vuole andare oltre il folclore, durante la festa metterà in mostra i covoni del frumento che, per la prima volta dopo settant’anni, è tornato a essere coltivato a Canzo da un socio del gruppo.
Porterà il frumento anche il Re di Alp, figura fantastica e allegorica che giungerà all’alpeggio su un carro trainato da alcuni asini, in un corteo accompagnato da corni, campane e musiche popolari , che partirà dalla località Gajum, con ritrovo alle ore 10.
“Re di Alp” era il soprannome di un alpigiano vissuto nella valle e rimasto nella memoria anche per il suo cappello, che ogni volta guarniva con un fiore diverso quando scendeva in paese.
L’arrivo al Prim’Alpe darà il via alla festa con corni, schioppettata rituale, un’“Ode al Re di Alp”, brindisi, i sapori schietti e genuini di piatti a base di pane e lardo e le fisarmoniche del gruppo ticinese dei Tirabusciun.
A seguire il “Disnà”, piatto unico a base di orzo, carne e verdure, e poi ancora la musica dei Tirabusciun e i giochi della tradizione: il peso della pecora e la misura del formaggio, il tiro alla fune e il “Pica la Vesiga”, versione locale del gioco delle pignatte, una boscaiola Staffetta di Alp e la sfida al taglio di un ceppo fra anziani e giovani.
La fontana di Prim’Alpe sarà guarnita di fiori, monito quanto mai attuale al rispetto del bene prezioso dell’acqua.
A proposito delle antiche feste d’alpeggio, Pierantonio Paredi, animatore dei Nost, cantore e poeta, narra un ricordo personale: «Ancora negli anni Cinquanta, il primo maggio al Second’Alpe si teneva la festa della Cuccagna, che richiamava centinaia di persone da Canzo, Valbrona, Valmadrera. Vincevano spesso quelli dell’alpeggio, grazie a Cecc, un personaggio memorabile, piccolo e agile. La giornata era piena di canti, in cui ciascuno offriva al meglio la propria voce, e di bicchieri di vino bevuti in compagnia, e alla fine si sentivano i richiami delle mogli che inutilmente cercavano di riportare a casa gli uomini».

Giuliana Panzeri

Nella foto:
L’antico alpeggio di Prima’Alpe in Val Ravella, dove dà appuntamento la Cumpagnia di Nost di Canzo domenica 3 agosto

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