La Kermesse – Città della Musica. Un grande Festival

Teatro sociale – Soddisfatta Barbara Minghetti: «La qualità è stata premiata, riconosciuta. E cresce anche il pubblico»
La centralità di Villa Olmo come luogo di cultura non è più in discussione. La celebre dimora neoclassica e il suo splendido parco, che sono tornati a vivere soprattutto grazie alle grandi mostre, da ormai un lustro hanno trovato in estate un altro prestigioso ospite. Stiamo parlando del Festival Como Città della Musica, manifestazione che anche quest’anno ha offerto al pubblico una serie di appuntamenti davvero importanti.
A pochi giorni dall’ultimo spettacolo, proviamo a fare il bilancio della kermesse con Barbara Minghetti, presidente del Teatro Sociale di Como che ha ideato e organizzato l’evento. «Il consuntivo di questa quinta edizione è positivo, siamo molto contenti anche rispetto al Festival dello scorso anno che fu più eterogeneo. Abbiamo avuto qualche episodio negativo – prosegue Minghetti – come la concomitanza della Traviata con la finale degli Europei di calcio e il maltempo, che ci ha penalizzato soprattutto prima del balletto dedicato a Rudra Béjart».
La manifestazione  si sta facendo un nome. «Abbiamo avuto una rassegna stampa incredibile – dice ancora – non solo a Como. Rai e “Corriere della Sera”, in particolare, ci hanno dato
 molta visibilità. La qualità è stata premiata, riconosciuta. E cresce anche il pubblico. Rispetto al passato è stato molto più eterogeneo»
Al Festival erano presenti alcuni grandi nomi. «La partecipazione di una star come Eleonora Abbagnato – spiega Barbara Minghetti – è un altro premio al lavoro di questi anni. Ha capito la qualità del nostro Festival e la bellezza della location. Lei ama Luchino Visconti e averla avuta a Villa Olmo con uno spettacolo in esclusiva dedicato al grande maestro è stato un vero onore. Anche Mario Biondi era un vecchio sogno. Durante il concerto ha definito Villa Olmo “un posto magico dove suonare”. Davvero un bel gesto da parte di un signor artista che ha poi voluto pubblicamente ringraziare gli organizzatori per averlo invitato a Como».
Qualcuno si è lamentato della manutenzione del parco di Villa Olmo. «Sono certa che la nuova amministrazione comunale non sottovaluterà le potenzialità di Villa Olmo, un luogo centrale per la città e le sue attività culturali estive. La nuova platea va in questa direzione. È un primo passo. L’impatto nel parco è meno invasivo e soprattutto meglio si adatta alle diverse esigenze di configurazione dei posti a sedere durante gli spettacoli».
Il teatro è vicino anche ai ragazzi, con gli spettacoli e con la sua opera di formazione. «Ci sembrava giusto pensare a loro anche all’interno del Festival con alcuni spettacoli pop – dice ancora la presidente del Teatro Sociale – Anche se dobbiamo ancora migliorare la nostra comunicazione nei loro confronti, la notte con Frankie Hi-Nrg Mc è stata un bel momento e certamente lo ripeteremo».
Apprezzati anche gli appuntamenti gratuiti di “Intorno al Festival”. «Tengo moltissimo a queste serate che si svolgono in alcuni degli angoli più belli di Como perché ci permettono di rischiare un po’ di più in termini di creatività e produzione. La città ha risposto bene e ci ha sorpreso che, come nel caso della serata dedicata alla musica iraniana, siano arrivate  persone da tutta la Lombardia solo grazie al passaparola. Fa riflettere».
Nella prossima edizione riscopriremo anche l’Arena del Sociale? «Sarà un altro recupero importante, ma Villa Olmo rimarrà la “prima casa” del Festival. Ci piacerebbe poterlo allungare a tutto il mese di luglio e presentarlo in giugno con qualche piccolo evento. In ogni caso per il teatro di piazza Verdi il 2013 sarà l’anno del bicentenario. È una storica ricorrenza per la quale vogliamo coinvolgere tutta la città».

Maurizio Pratelli

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