La «logica di Betlemme» nel libro di don Agostino Clerici sulla Natività

Nascita di Gesù

Puntuale come ogni dicembre ormai da molti anni torna in libreria (sia fisica che digitale) il comasco don Agostino Clerici, teologo nonché firma del “Corriere di Como”, con un nuovo agile volumetto di riflessioni in forma di breve racconto dedicate all’Avvento.
In Non c’è posto Giuseppe. Il terzo segno (edizioni “L’essenziale è visibile”, Como 2019, pagine 48, 5 euro) lo stupore della Natività viene raccontato dalla parte di lui, ossia del papà: «La figura di Giuseppe sembra un’ombra che s’allunga sulla scena dell’Incarnazione del Figlio dell’Altissimo – dice don Agostino – Invece egli fu un padre nel senso più pieno della parola. Come ebbe a dire Giovanni Paolo II, “san Giuseppe è stato chiamato da Dio a servire direttamente la persona e la missione di Gesù mediante l’esercizio della sua paternità”. Purtroppo la letteratura apocrifa lo ha descritto come un vecchio vedovo a cui fu data in custodia Maria per conservarne intatta l’illibatezza. Questo libro vuole riabilitare Giuseppe da questa caricatura disumana e ridonargli lo spessore di un uomo, sposo e padre autentico e non semplicemente “putativo”».
Un Presepe di parole che lasciano il segno, quello di don Agostino in questo inedito “Vangelo secondo il padre”: nessuno voleva dare accoglienza ai due (anzi, tre) poveri “migranti” giunti a Betlemme per il censimento. Ed ecco che Gesù nasce nell’«incredibile povertà di una mangiatoia per animali»: sulla «logica di Gerusalemme» vince così la «logica di Betlemme», grazie alla quale il Messia tanto atteso non è «il condottiero potente e liberatore, ma il servo sofferente e rifiutato dagli uomini». «Le porte chiuse, la stalla e la mangiatoia – commenta don Agostino – non dovevano essere lette caparbiamente come una sconfitta, ma come il segno della povertà di Dio, quale scelta sublime dell’Incarnazione».

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