La mediazione del renziano doc

L’analisi
(da.c.) «Non vogliamo dividere. Vi invitiamo anzi a salire sul palco, se volete, a portare il vostro contributo».
Quando Alberto Gaffuri ha visto tra il pubblico il sindaco di Como, Mario Lucini e la presidente della Provincia, Maria Rita Livio – la stessa che lo aveva battuto alle primarie per Villa Saporiti – non si è lasciato sfuggire l’occasione. E ha lanciato un segnale chiaro. Una sorta di mano tesa. Il cui significato, però, è rimasto ambiguo. Così come del resto l’intera manifestazione di ieri pomeriggio.
La Lariopolda ha dimostrato che il gruppo legato al sindaco di Albese con Cassano è in grado di dialogare con un pezzo importante della società civile comasca. Ma ha anche segnato la diffidenza del Pd ufficiale. «Sono qui per ascoltare, non commento», ha detto Savina Marelli.
Villa Olmo ha funzionato ma la domanda, adesso, è una sola: chi farà la necessaria sintesi di questo lavoro?
Avranno, i lariopoldini, la forza di “prendersi” il Pd come ha fatto Renzi, oppure il gruppo dirigente di via Regina saprà prevalere, sfruttando a suo vantaggio la kermesse di ieri? Il ramoscello d’ulivo porto da Gaffuri, per qualcuno, somiglia ancora troppo a un nodoso randello.

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