La missione delle istituzioni, sfidare la crisi a suon di Festival

Gli enti pubblici Teatro Sociale, Palazzo Cernezzi e Comune di Cernobbio
(m.prat.) Organizzare concerti e, in generale, eventi pop è sempre più difficile. Ne sa qualcosa Barbara Minghetti, presidente del Teatro Sociale di Como, che dopo la chiusura della rassegna live organizzata a Cernobbio da Vittorio Quattrone, obtorto collo ha dovuto farsi carico di tappare una falla imponente: pena la totale assenza di concerti estivi di rilievo a Como.

Così, in pochi anni, nell’ambito del Festival Como Città della Musica, è riuscita a far arrivare Jovanotti allo Stadio Sinigaglia, Joe Jackson e Mario Biondi a Villa Olmo, i Baustelle all’Arena. Senza dimenticare i memorabili concerti al Teatro Sociale di James Taylor, Vinicio Capossela e Paolo Conte, solo per fare qualche nome. Tutto ciò a costo di grandi sacrifici e rischi economici.

Non meno impegnativo il compito dell’assessore alla Cultura di Como, che lo scorso anno ha lanciato ComoLive. «Per noi il concetto di partenza – afferma Luigi Cavadini – è individuare le location adatte al genere che si propone. Poi non è facile scegliere le proposte accessibili in questi tempi di grande crisi, soprattutto quando si vogliono organizzare eventi gratuiti. Cerchiamo di mediare tra qualità e popolarità – i concerti dei Sulutumana e di Paolo Benvegnù dello scorso anno sono andati in questa direzione – creando eventi riconoscibili e soprattutto che possano costruire un percorso per il futuro. Vedremo poi se lo Stadio e Villa Olmo potranno tornare a ospitare concerti a pagamento».
Il Festival Città di Cernobbio è certamente un esempio di successo, come spiega Claudia Taibez, responsabile dell’area Cultura e tempo libero del Comune lariano: «In questi anni il pubblico e gli artisti ci hanno dato molte soddisfazioni e Villa Erba resta una garanzia, la sua bellezza gioca dalla nostra parte. Ma non è stato facile costruire una kermesse live di questo livello, le difficoltà che si incontrano sono molte, a iniziare da quelle economiche».

Nella foto:
Barbara Minghetti (Teatro Sociale)

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