La mobilità del futuro a Varese sale in tram. I promotori: «Idea realizzabile anche a Como»

Varese centro

Alcuni sognano la mobilità del futuro, altri invece cercano di rendere concreto un modo di muoversi differente.
E se il territorio comasco è sempre più vittima del traffico e dello smog, i vicini di Varese, alle prese con i medesimi problemi, hanno deciso di provare a creare un sistema integrato di mobilità, capace di fondere insieme treno, tram e anche una spettacolare funivia. Si tratta del progetto Tram-Treno di Varese che tra pochi giorni, dopo un anno di lavori preparatori, verrà presentato al mondo economico e alle istituzioni, Regione Lombardia e Comune di Varese in testa. Tutto nasce da un gruppo di privati cittadini, accomunati dall’appartenenza ai 3 Rotary Club Varesini che, in collaborazione con Fondazione Comunitaria del Varesotto e Università dell’Insubria, nel maggio del 2019, prendendo spunto dalle iniziative avviate dalle ultime due amministrazioni per la riqualificazione del comparto stazioni – avviata da qualche mese – hanno lanciato l’iniziativa.
«Un nuovo assetto dell’infrastruttura ferroviaria consentirà di ridefinire i caratteri della città contemporanea», dice Giovanni Arioli, nel suo ruolo di presidente del Comitato promotore. «È la storia recente delle città europee a dirci che è possibile guardare a modelli di trasporto pubblico sostenibile», aggiunge sempre Arioli.
Ma ecco i punti salienti del piano immaginato. Verranno innanzitutto realizzate 9 nuove fermate cittadine sulle linee Fs e Fnm. Ci sarà poi lo spostamento della stazione Nord di Varese all’area dell’ex Macello con un punto di connessione alle linee automobilistiche «e alla tramvia, per la quale si è elaborato il progetto di massima ovvero trasformare l’attuale tratto ferroviario Varese-Laveno Mombello in tramvia, con intensificazione dei convogli a 4/8 l’ora e numero di fermate incrementato rispetto alle stazioni attuali», spiega il presidente.
Spazio poi alla connessione a mezzo funivia della stazione Bellavista delle Fs con l’Università dell’Insubria – campus di Bizzozero – e, in direzione opposta, con la sponda del lago a Capolago. «Anche in realtà come quella di Como, dove esistono due ferrovie che in certi punti quasi si sovrappongono, si potrebbero ipotizzare simili piani di mobilità alternativa. Se inoltre si aggiunge che oggi con il Tilo si viaggia rapidamente da Como a Varese e con la linea Arcisate Stabio la Svizzera è sempre più vicina, si verrebbe a creare una rete di trasporti connessa e integrata capace di far percorre agli utenti moltissimi chilometri utilizzando mezzi a impatto zero», dice Arioli.
Il 27 giugno ci sarà dunque un seminario via web dove raccogliere l’interesse del mondo economico «che sappiamo esserci e da lì scatterà la fase due, ovvero il reperimento dei fondi. Stiamo parlando in linea generale e non esaustiva di un investimento di almeno 50 milioni di euro», chiude Arioli.

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