L’analisi del bando natalizio. Più trasparenza nei conti, ma niente piano del traffico

casette città dei balocchi

Chiedere maggiore trasparenza, alla lunga, può anche servire. E la controprova è in uno dei documenti allegati alla determina del 19 giugno scorso con cui il Comune di Como dà il via alla gara di concessione degli eventi natalizi per i prossimi due anni.
Questo documento è lo studio di fattibilità del piano economico finanziario, basato sul trend storico delle spese degli ultimi tre anni. Come i lettori del Corriere di Como ricorderanno, grazie alle nostre insistenti battaglie gli organizzatori sono stati costretti, negli ultimi due anni, a rendicontare in maniera più dettagliata costi e ricavi della manifestazione. Un consuntivo non ancora completo, ma sicuramente più preciso di quelli precedenti. La tavola sinottica pubblicata dal Comune di Como in allegato alla determina del 19 giugno è una conferma plastica di quanto abbiamo sempre affermato. A fianco delle colonne dei numeri relativi al 2018 e al 2019, campeggia una stringa quasi del tutto vuota (il 2017). E pure fortemente contraddittoria.
Alla voce consulenze, ad esempio, la somma generica di 121.034 euro del 2017 si riduce della metà nel 2018 (69.202 euro) e nel 2019 (71.861 euro). Anche la voce «Altre» passa dai 124.258 euro del 2017 ai 14.550 euro del 2018 e ai 19.598 euro del 2019. Il diavolo, come si suol dire, si annida sempre nei dettagli. Ed è per questo che va sicuramente salutata con favore la formulazione dell’articolo 7 del nuovo capitolato, e in particolar modo il punto 3 in cui si dice: «Il concessionario, per la verifica dell’equilibrio del piano economico finanziario proposto unitamente all’offerta in sede di gara, al termine di ciascuna edizione e comunque entro il mese di marzo, deve trasmettere all’amministrazione il rendiconto analitico delle attività svolte nella rispettiva edizione, asseverato da dottore commercialista e/o altri soggetti abilitati, unitamente a mastro riportante per ciascuna spesa numero del documento fiscale e data, percettore e relativi dati fiscali identificativi, importi imponibili, oggetto della spesa e riferimenti contrattuali anche quantitativi; e per ciascuna entrata numero del documento fiscale e data, erogatore e relativi dati fiscali identificativi, importi imponibili, oggetto della spesa e riferimenti contrattuali anche quantitativi». Non siamo ancora al deposito di tutte le fatture, stabilito dal consiglio comunale con una votazione unanime nel 2018, ma quasi. Un passo avanti in ogni caso molto importante.
Leggendo sempre il capitolato si scopre poi che gli organizzatori non saranno costretti – come pure aveva fatto intendere il Comune qualche mese fa – a mettere le “casette” anche in piazza Roma. Non è previsto alcun obbligo ma soltanto la «possibilità» di occupare l’area. Per la piazza più triste del centro cittadino è richiesta soltanto una illuminazione «non scenografica».
Confermato invece lo spostamento della pista del ghiaccio da piazza Cavour – dove sarà innalzato l’albero di Natale – al lungolago Mafalda di Savoia.
Gli organizzatori non dovranno nemmeno approntare un piano del traffico. Ma saranno obbligati a coprire le spese della polizia locale calcolate in 17mila euro «stimando» l’impiego di 6 agenti (per 7 ore ossia, un turno di servizio) nei giorni pre-festivi e festivi, dal primo fine settimana di dicembre al 6 gennaio, nonché per la notte di Capodanno con l’ausilio di 2 veicoli».

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