Gandler: «Il nuovo stadio? Non prima di 5 anni. Ma il terreno sintetico ci serve subito»

Michael Gandler in tribuna

Il “nuovo” stadio non prima di 4 o 5 anni. Il campo sintetico, invece, immediatamente. «Anzi, siamo già in ritardo, avremmo dovuto firmare l’accordo con il Comune in questi giorni». L’amministratore delegato del Como, Michael Gandler, parla dei progetti futuri della società. E tenta di mettere ordine nelle tante – e dissonanti – notizie circolate negli ultimi giorni.
Notizie riguardanti soprattutto il futuro del “Sinigaglia”, impianto da decenni ormai oggetto di interessi particolari da parte delle varie proprietà che si sono succedute in casa azzurra.
L’altroieri il Como ha annunciato di aver ingaggiato una importante società americana – la Jll – come consulente per la progettazione del nuovo stadio. Pochi giorni prima, però, dal Comune avevano fatto sapere che al momento la società è interessata unicamente a cambiare il terreno di gioco in sintetico e ad affittare uno spazio di 140 metri quadrati da adibire a negozio per il proprio merchandising.
Le due cose sembrano in palese contraddizione tra loro. Ma Gandler non è della stessa opinione. Anzi. «Sono due percorsi separati – dice – Il campo è una necessità immediata, mentre per il progetto più ampio le tempistiche sono molto lunghe: almeno 3 o 4 anni. Dobbiamo immaginare un anno e mezzo per l’iter di approvazione e 2 o 3 anni per costruire».
Ma ci faccia capire: siete interessati a uno stadio nuovo o volete mettere a posto l’esistente?
«Noi puntiamo a un progetto di rivitalizzazione per creare un quartiere nuovo. Visto dove si trova lo stadio, visto il turismo che riempie la città d’estate, dobbiamo fare qualcosa per rendere più attrattivo l’intero complesso immobiliare».
Quanto pensate di investire?
«Non so dirle adesso quanto, dipende dalla misura del progetto e dalle scelte che si faranno per ottimizzare le opportunità. Non è detto che spendere di più sia meglio. In ogni caso, noi vogliamo guidare la squadra per sempre, abbiamo il tempo di ammortizzare l’investimento».
Non è possibile che non ci sia una previsione di spesa, anche soltanto abbozzata.
«Certo, la cifra va da 35 a 70 milioni. Dipende se faremo o no il parcheggio».
Ha già avuto il via libera dalla proprietà?
«Non ancora. In questi mesi, a causa della pandemia, è stato impossibile andare in Indonesia. Le frontiere sono chiuse. Lo faremo al più presto».
E quando pensate di presentare in Comune le vostre idee?
«Vorremmo farlo al massimo nei primi mesi del 2021. E non sarà soltanto un’idea, ma un vero e proprio progetto».
Intanto, però, volete togliere l’erba e mettere il sintetico.
«Sì, il manto erboso è distrutto, non c’è drenaggio e va sistemato. E poi, con il sintetico possiamo portare eventi allo stadio anche d’estate. Una cosa buona anche per la città, credo».
Chi pagherà il nuovo campo, voi attraverso lo scomputo dell’affitto o il Comune?
«Non abbiamo ancora deciso, stiamo discutendo sulle modalità della convenzione. Il fatto è che siamo già in ritardo. Se non sarà pronto a settembre, per l’inizio della stagione, sarà un problema per la società».
Un nuovo stadio ha un senso se il Como potrà tornare in B o in A. Per ora la squadra ha galleggiato. Come pensate di fare? Volete aumentare il budget?
«Noi non parliamo mai delle cifre in modo specifico. Siamo tra le società al top della spesa nella lega, ma mentre altri usano il 90% del budget sui calciatori, noi usiamo le risorse anche per altro. Al momento, rispetto alla squadra, l’investimento è da metà classifica».
Ma quanto costa mantenere il Como in serie C?
«Una squadra come la nostra costa tra 1,5 e 2,5 milioni di euro all’anno».
Voi avete annunciato di aver scelto come consulente la Jll. Sarà anche il vostro partner per la costruzione del nuovo stadio?
«No, abbiamo chiesto loro di aiutarci a stimare il valore dello stadio, degli spazi e a ipotizzare una conversione più funzionale. Questa è soltanto la prima fase. Quando avremo i numeri, decideremo se essere investitori di minoranza o di maggioranza».
Che cosa intende dire?
«Per un’operazione del genere devi necessariamente avere un partner e sul piatto ci sono varie opzioni».
Sfrutterete comunque i canali privilegiati della cosiddetta legge sugli stadi, a partire dal possesso del titolo sportivo?
«Sicuramente sì, utilizzeremo la legge sugli stadi».

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