La Nazionale Under 19 in ritiro a Erba per la sfida con la Svizzera. Intervista al capodelegazione Beccalossi

Evaristo Beccalossi

Ritiro erbese per la Nazionale Under 19 di calcio, che è ospite del Castello di Casiglio. Una scelta che ha un precedente scaramanticamente benaugurante: la stessa struttura, infatti, nei Mondiali del 1990 ospitò la Germania, che poi avrebbe conquistato il titolo battendo nella finale di Roma l’Argentina di Diego Armando Maradona. Una curiosità: dalla Germania arrivano prenotazioni con la precisa richiesta della camera 309, quella che aveva ospitato il commissario tecnico Franz Beckenbauer.
Base nel Comasco, dunque, per gli azzurrini del commissario tecnico Alberto Bollini, che domani scendono in campo allo stadio di Lecco alle 14 per l’amichevole contro la Svizzera. Quello con gli elvetici sarà l’ultimo test prima della fase élite del campionato continentale che si disputerà in Italia dal 25 al 31 marzo. La squadra di Bollini avrà il compito di conquistare contro Slovenia, Islanda e Norvegia l’unico posto disponibile per accedere alla fase finale dell’Europeo di categoria, in programma nel mese di luglio in Irlanda del Nord.
A Erba a fare gli onori di casa è il capodelegazione Evaristo Beccalossi. L’ex numero 10 dell’Inter è il riferimento dei giovani giocatori e, proprio per raggiungere il ritiro, domenica sera ha visto solo il primo tempo dell’indimenticabile derby vinto dall’Inter per 4-2. Ma con i nerazzurri che dopo 45’ erano sotto per 2-0. «Il calcio è questo – dice sorridendo Beccalossi – Non c’è nulla di certo. Un tecnico può preparare le cose in un certo modo, poi si arriva nel rettangolo di gioco e le situazioni cambiano. Il Milan era annunciato con qualche problema, l’Inter arrivava da un suo percorso importante: pronti via e 2-0 per i rossoneri».
«Poi tra primo e secondo tempo Conte avrà toccato le corde giuste ed è successo quello che tutti hanno visto. Ovviamente sono contentissimo per questo risultato».
Dopo aver parlato del derby, Beccalossi si sofferma sull’Under 19 e sul suo lavoro a fianco dei giovani azzurri.
«Una bella esperienza – spiega – È da due anni che sono con loro. Noi per primi dobbiamo essere bravi: a 19 anni hanno già contratti di un certo tipo, Le società di appartenenza ti fanno capire che puntano molto su di loro. Sono ragazzi che hanno bisogno di consigli ed è necessario essere credibili, anche perché spesso hanno bisogno di indicazioni importanti per il proseguimento della loro carriera. A me fa molto piacere anche quando mi chiamano dalle loro squadre magari per risolvere un problema».
«È un bel mondo – aggiunge Beccalossi – in questi due anni ho imparato tante cose: ora che faccio parte dello staff azzurro ho visto che nulla è lasciato al caso. La cosa positiva è che nella Nazionale A è arrivato un tecnico come Roberto Mancini che crede nei giovani e quindi nelle varie rappresentative c’è una direzione comune per preparare i calciatori nel miglior modo possibile. È un percorso importante. Tra le soddisfazioni c’è quella di vedere ragazzi che sono già arrivati in prima squadra. Un nome? Posso fare quello di Sandro Tonali del Brescia».
Il capodelegazione chiede più spazio e opportunità per i giovani. «Sono convinto che si possa fare di più, soprattutto a livello di prima squadra: devono avere la possibilità di crescere. Un conto è allenarsi con i pari età, un conto con i compagni più esperti. C’è una maggiore possibilità di imparare. Io vedo un gruppo di persone concentrate sull’obiettivo di diventare giocatori professionisti. Sanno che è una fase decisiva della loro vita. Sono sul pezzo, attenti su tutto».
«Lo staff della Nazionale giovanile segue ogni partita, i ragazzi sono monitorati – conclude Beccalossi – I risultati contano, ma la soddisfazione più importante è vedere atleti che arrivano in prima squadra. Un lavoro che parte dall’Under 15: c’è dunque un percorso che inizia da lontano, che dura anni e che ora, con Roberto Mancini, può avare uno sbocco. Lui ha chiamato per gli stage alcuni ragazzi promettenti, non titolari nei loro club, e ha dato un segnale importante».

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