«La tassa di soggiorno va gestita a livello provinciale»

Lago di Como dall'alto

Non si può certo dire che il tema della promozione turistica del territorio non sia caro agli albergatori del Lago di Como. Ross Whieldon Stacey, vicepresidente di Federalberghi Como e titolare dell’hotel Britannia Excelsior di Griante, evidenzia come altre realtà italiane continuino a fare squadra in tema di marketing territoriale, con risultati sotto gli occhi di tutti.

«Se facciamo un confronto con il Trentino o con l’Alto Adige, capite che la promozione fatta dal Lago di Como scompare – dice l’imprenditore britannico che ha scelto il Lario per la vita e il business – Ma credo vi sia anche un problema di affidamento. In questo senso: da alcuni anni facciamo pagare la tassa di soggiorno, giusto? Ma questa viene gestita direttamente dai Comuni. Si tratta di piccole realtà, che anche con tutta la buona volontà non riescono ad arrivare ovunque. La tassa di soggiorno vale milioni di euro in Italia, anche per la provincia di Como si tratta di una cifra considerevole, perché non si pensa di destinare una quota di questa cifra alla promozione di tutto il territorio? Incomprensibile».

Alla Borsa Internazionale del Turismo, in corso a Milano, il Lago di Como e la provincia vengono promossi insieme con la Regione Lombardia. Può essere vincente anche questo tipo di aggregazione?

«Si passa dal troppo piccolo al troppo grande. Sarebbe come promuovere tutta l’Italia o il Nord – commenta l’imprenditore – Il Lago di Como è una destinazione di nicchia, se si pensa alla Lombardia si pensa prima di tutto a Milano. Se si pensa al lago, c’è il Garda che ha molta più voce in capitolo. La dimensione giusta rimane quella provinciale», o nel caso del Lago di Como, interprovinciale con Lecco. «Ha ragione il presidente di Villa Saporiti, Fiorenzo Bongiasca a lamentarsi – dice ancora Ross Whieldon – Oggi le risorse vengono gestite o dai Comuni o dalla Regione, manca una regia territoriale. Purtroppo la macchina pubblica in Italia fatica sempre a funzionare, credo sia la storia di questo Paese. Tutto funziona bene solo se c’è autonomia e allora torniamo alle province di Trento e Bolzano», conclude.

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