La nuora della vittima: «Celestina era una combattente»

Filomena, nuora di Celestina Castiglia, 79enne uccisa dal genero a Vighizzolo di Cantù

«Non si faceva mettere i piedi in testa, soprattutto a casa sua»

Le grida festose dei bambini che giocano nel cortile della scuola, sul retro di via Cartesio a Vighizzolo di Cantù, stridono con le voci ovattate e le parole sussurrate degli inquirenti che si muovono con delicatezza nella palazzina in cui è stata uccisa Celestina Castiglia. È l’ora del pranzo per gli alunni e la routine, in questo angolo della città, prevede che in sottofondo vi siano soltanto risate e chiasso.
Solo il pianto disperato del figlio della vittima, Roberto, riesce per pochi interminabili secondi a sovrastare quei suoni allegri di voci di bambini.
Poi, dopo che il cataletto porta via il corpo di Celestina, gli investigatori mettono i sigilli all’abitazione e vanno via, uno dopo l’altro. Anche l’intervallo è finito nella scuola vicina e in via Cartesio resta solo il silenzio.
Tocca alla nuora di Celestina, Filomena, arrivata più tardi in via Cartesio, trovare nel dolore qualche parola per cercare di dare un perché alla tragedia.
«Mia suocera era una combattente – dice la moglie di Roberto con la voce rotta dal dolore – fin che ha potuto si è occupata anche dei nipotini. Lui, invece, voleva comandare su tutto. Anche qui. Ma la casa l’aveva fatta mia suocera e non si faceva mettere i piedi in testa».
«Le liti erano continue. Lui le faceva continui dispetti, su tutto. Le avevamo anche detto di lasciare la casa. Ma non l’avrebbe mai fatto» ha aggiunto la nuora di Celestina Castiglia davanti alle telecamere di Espansione Tv.
Anche altri familiari di Celestina confermano, lontano dalle telecamere, i continui litigi tra il genero e la suocera.

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