La Pallacanestro Cantù è di Tic, in serata è arrivata la firma dal notaio

Un momento dell'assemblea di "Tutti insieme Cantù" (Tic) ieri sera dopo la firma per il passaggio di proprietà

Dal dramma all’euforia. Il 18 febbraio 2019 è destinato ad essere ricordato come un giorno storico per la Pallacanestro Cantù.
Passato l’anticipo di Carnevale di domenica, con la prima sfilata a Cantù è stato ancora una volta Dmitry Gerasimenko a fare uno scherzo ai tanti tifosi della Città del Mobile e a chi era pronto per festeggiare. L’ex magnate russo dell’acciaio, in esilio in un Paese non meglio precisato, è rimasto fino alle 21.30 di ieri il proprietario della Pallacanestro Cantù.
Poi l’attesa schiarita, con la firma davanti al notaio Manfredi. Gerasimenko ha detto sì. Un lungo calvario, quello che ha portato all’ok.
Iniziato la scorsa settimana con le dichiarazioni rilasciate a queste colonne dal patròn della Red October, che lasciavano ben pochi spiragli positivi. Poi la svolta, fino a ipotizzare data e orario della firma davanti al notaio, un noto professionista di Cantù, con studio nel centrale corso Unità d’Italia.
Peccato che fino alle 21.30 di ieri l’unica cosa che aveva avuto luogo in corso Unità d’Italia era l’assemblea di Tic “Tutti insieme Cantù” associazione in prima linea in questo estremo tentativo di salvataggio del basket. Salvataggio societario, perché la squadra in campo, targata Acqua S.Bernardo da poco prima di Natale, ha dimostrato di avere tutte le carte in regola per affrontare un altro campionato di livello, nel segno di una tradizione iniziata ben prima del secondo conflitto mondiale. Correva l’anno 1936.
Nella storia della Pallacanestro Cantù non sono mancati momenti bui. Momenti difficili per l’incapacità di troppe amministrazioni di dare una “casa” alla squadra, dopo che il vecchio Parini era diventato troppo piccolo. Momenti difficili quando anche al Pianella di Cucciago si poteva giocare in deroga al regolamento della Legabasket. Sono stati momenti di ansia per i tifosi tutti i passaggi di proprietà, da Casella ad Allievi, da Allievi a Polti, da Polti a Corrado, da Corrado a Cremascoli e da Cremascoli a Gerasimenko.
Questa volta l’ultimo passaggio per andare a canestro, l’assist da Gerasimenko a Tic, rappresentato dal presidente Angelo Passeri e da Andrea Mauri è arrivato proprio al fil di sirena.
«Non ho nessuna novità, ma potete capire che siamo in una situazione drammatica» aveva scritto Passeri alle 19 di ieri. La partita, certo, non era ancora chiusa. Ma più che di un incontro di basket si trattava di una partita di poker. Ieri sembra che il tavolo stesse saltando non tanto per le cifre, ma per la questione della rateizzazione degli importi.
Tic ha lottato in prima persona, senza il finanziatore americano che si dovrebbe palesare soltanto in seguito. L’ultimo assalto è stato decisivo. Da ieri sono però scattate le sanzioni della Comtec per il mancato pagamento contributivo degli stipendi. Servono 200mila euro subito, oltre a circa 2mila euro di multa ogni giorno passato. Ma Cantù per ora festeggia.

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