La passeggiata “Gelpi” e quegli sguardi sui rifiuti nel lago

alt La città e il degrado

È uno dei punti più pittoreschi e caratteristici della città. Amato in particolare dai turisti, ma anche dagli stessi comaschi. Proprio per questo, la passeggiata di Villa Olmo, intitolata all’ex sindaco del capoluogo Lino Gelpi, meriterebbe qualche attenzione in più.
Beninteso, la situazione non è neppure paragonabile a quella dei giardini pubblici di Como, in gran parte preda del degrado e dell’abbandono.
Qualche accorgimento e attenzione ai dettagli, però, contribuirebbero

certamente a migliorare il pittoresco quadretto.
I detriti e i rifiuti nel lago, per cominciare, sarebbero sicuramente da evitare. Il problema, è noto, peggiora in concomitanza di ogni ondata di maltempo. E le ultime piogge non fanno eccezione.
Il risultato è uno strato di residui di legna e altri rifiuti che ricopre la superficie dell’acqua. Lungo la passeggiata così come alla diga foranea. Uno spettacolo indegno.
Il tema della scarsa pulizia riguarda anche la darsena e la spiaggia sotto il parco di Villa Olmo: bottiglie di plastica disseminate ovunque, cartacce e rifiuti vari offrono un pessimo spettacolo a chi, dal giardino, si affaccia sul lago. Un quadro peggiorato dalle crepe e spaccature del muro di pietra che delimita l’area verde.
Lungo l’intera passeggiata e nel parco non mancano i cestini per gettare i rifiuti, tutti con gli appositi sacchi svuotati e puliti di continuo. Peccato solo per qualche contenitore rotto non riparato. E pure per la ruggine, la stessa che si nota in molti punti della ringhiera e del parapetto del percorso che porta dall’hangar dell’Aero Club fino a Villa Olmo.
Superata la stagione invernale, poi, in vista della primavera, l’auspicio è che si provveda a una manutenzione del verde e alla sistemazione delle piante sul percorso. Valido per tutte le stagioni è l’appello contro l’inciviltà dei proprietari di cani. La responsabilità di garantire la pulizia degli escrementi degli animali è esclusivamente dei padroni.

Nella foto:
Uno strato di residui di legno e di altri rifiuti ricopre la superficie dell’acqua (foto Mv)

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