La Pedemontana resta un miraggio. Il ministro: «Chiedete alla Regione». Fontana: «Manca una firma del governo»

visita del Ministro infrastrutture Toninelli nel cantiere del ponte di Annone

La Pedemontana? «È una questione regionale, non riguarda il governo. Per le lungaggini chiedete al presidente della Lombardia, Attilio Fontana».
A distanza di alcuni mesi dall’audizione alla Camera in cui per la prima – e unica – volta aveva parlato di autostrada pedemontana, il ministro dei Lavori pubblici Danilo Toninelli è tornato sull’argomento. Lo ha fatto ieri mattina, durante il sopralluogo ad Annone (Lecco), dove si sta ricostruendo il ponte crollato due anni e mezzo fa sulla Milano-Lecco. E lo ha fatto senza aggiungere nulla di nuovo a quanto già si sapesse.
Lo Stato non intende, almeno per ora, mettere nemmeno un centesimo sulla dorsale pedemontana. Fermi cantiere, promesse di eliminazione dei pedaggi, completamenti dei secondi lotti di tangenziali: tutto riguarda direttamente e unicamente la Regione Lombardia.
Un totale scaricabarile, che ovviamente non è piaciuto al governatore Fontana. Chiamato in causa dal ministro, il presidente della Lombardia – ai microfoni di Etv – ha risposto per le rime: «Non esiste alcuna lungaggine, è chiaramente un termine sbagliato e fuori luogo – ha detto Fontana – Non chiediamo nulla al governo ma ci occupiamo da soli della Pedemontana. Ricordo però al ministro di ricordarsi di firmare l’atto aggiuntivo senza il quale non possiamo bandire il servizio».
Una stoccata che il presidente della Regione ha tirato parlando della nuova gara per affidare i lavori di completamento dell’infrastruttura. «Il contenzioso che si è aperto con l’impresa che ha costruito il primo lotto si chiuderà tra poco, al massimo due mesi – ha aggiunto – Una volta archiviata questa vicenda partiremo con la gara».
Tangenziali di Como e Varese e gratuità delle stesse restano però promesse di campagna elettorale rimaste sulla carta. Temi di cui non si sarebbe parlato nemmeno nell’incontro che lo stesso Toninelli ha avuto con l’assessore regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi nella sede milanese del Provveditorato alle opere pubbliche. Il faccia a faccia sarebbe stato «all’insegna della reciproca collaborazione» ma avrebbe affrontato soltanto questioni quali il potenziamento del trasporto pubblico e la realizzazione di un nuovo sistema tranviario nella Bergamasca. Chi si aspettava possibili novità dall’arrivo di Toninelli nell’area della Lombardia pedemontana è rimasto probabilmente deluso. E tuttavia, il ministro ha in sostanza ribadito quanto già detto qualche mese fa in commissione Ambiente e Lavori pubblici alla Camera dei Deputati. Nella sua prima audizione, in sede di presentazione delle linee programmatiche del suo ministero, Toninelli aveva spiegato a chiare lettere che «a proposito» della Pedemontana lombarda «non è prevista l’erogazione di ulteriori finanziamenti e contributi a carico della finanza pubblica». Molto banalmente: lo Stato non metterà un soldo per completare l’opera. Non adesso, quantomeno.
Non solo: anche la gratuità delle tangenziali sembra essere un’ipotesi impossibile. Spiegava infatti il ministro in commissione che «ai sensi della convenzione» stipulata quando fu deciso di costruire l’autostrada, «il pedaggiamento è previsto sia sull’asse autostradale che sulle tangenziali di Como e di Varese. Inoltre, il piano economico finanziario allegato alla convenzione del 2007 contempla l’esecuzione dei primi due lotti delle tangenziali, nelle more del reperimento di ulteriori fondi per i lotti residui, mediante finanziamento bancario. Pertanto, qualora la percorrenza sulle tangenziali fosse liberalizzata, dovrebbe essere individuata una misura compensativa nei confronti della società concessionaria, per assicurare le condizioni convenzionali ed escludere eventuali richieste risarcitorie».
Come dire: attenzione a rendere gratuito il passaggio sulle tangenziali, qualcuno potrebbe essere chiamato a risarcire la concessionaria per il mancato incasso dei pedaggi.
Una situazione che in questi mesi non si è sbloccata. E che ieri mattina il ministro si è limitato a confermare, rispondendo alle domande sulla Pedemontana in modo sbrigativo: «chiedete a Fontana».

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