La pioggia non spegne i fischi

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La protesta contro la Ztl
Centinaia di persone hanno assordato ieri sera il consiglio comunale. Lunedì nuova manifestazione

Il primo fischio assordante è risuonato alle 20.30 di ieri. Un rumore prolungato – simile a quello di una sirena d’emergenza – ha saturato l’aria.
Da quel momento la città, dopo aver vissuto la protesta silenziosa dei fogli bianchi e osservato il corteo dei lumini, ha potuto “sentire” il frastuono della protesta anti-Ztl.
E se in mezzo ai manifestanti – all’appello hanno risposto non meno di 300 persone, nonostante la pioggia battente – tutti erano dotati dei tappi d’ordinanza

per le orecchie, distribuiti insieme al fischietto e all’adesivo «Lucini go home», chi è stato colto di sorpresa non ha retto a lungo il baccano esploso all’improvviso.
Praticamente tutti distribuiti gli oltre 300 fischietti, e relativi tappi, acquistati dal comitato “Como di Tutti”. Sono stati consegnati ai manifestanti – come ormai tradizione – poco prima dell’avvio della protesta.
Gli stessi manifestanti, in attesa di partire con la sfilata per le vie del centro, hanno rivolto le loro “armi” e sacrificato i loro polmoni per far udire al consiglio comunale, riunito in seduta, il suono della protesta. Il ritrovo, a differenza del passato, era in via Bertinelli, fuori dal cortile del Comune di Como. Scelta voluta per evitare confusione dentro il palazzo comunale. Da lì i manifestanti si sono spostati rapidamente in via Vittorio Emanuele, sotto le finestre del Comune.
E dopo aver stazionato e fischiato per 20 minuti abbondanti in direzione delle finestre di Palazzo Cernezzi, il lungo serpentone è ripartito in direzione di piazza Roma.
Là dove tutto è nato e dove – è la paura sempre più concreta dei commercianti – tutto potrebbe terminare, con la chiusura definitiva dei negozi. La consueta passeggiata serale di protesta – tra vetrine spente e passanti incuriositi – non è certamente passata sotto silenzio.
In diversi momenti, e in altrettanti punti della città, ha preso la parola il consigliere di “Adesso Como” Alessandro Rapinese, da sempre impegnato nella protesta assieme al comitato “Como di Tutti”. «Il sindaco ha detto “resistere, resistere, resistere” – ha urlato nel megafono Rapinese, peraltro smentito da Lucini pochi istanti dopo in consiglio comunale – Doveva dire invece “dialogare, dialogare, dialogare”». E per rispondere indirettamente alle critiche rivolte la settimana scorsa da alcuni componenti della giunta alle modalità della protesta, un vero e proprio boato di fischi e di slogan “A casa, a casa” ha accolto i nomi del sindaco e degli assessori Daniela Gerosa e Lorenzo Spallino. Prima della manifestazione serpeggiava il timore che le cattive condizioni meteo potessero frenare la protesta. Ma così non è stato. Da un primo sommario conteggio, anche ieri sera in strada sono scese centinaia di persone anche se non si sono raggiunte le oltre 450 presenze di lunedì scorso.
Va anche detto come sempre ieri, poco dopo le 18, è stato fatto il punto della situazione sulla raccolta di adesioni per avviare il ricorso al Tar. Si viaggia verso quota 150. E non si tratta soltanto di commercianti ma anche di normali cittadini. Tutti si autotasseranno con un quota di 150 euro per pagare le spese legali. È stato aperto un conto corrente apposito dove far confluire le somme. Intanto, già dai prossimi giorni Mario Lavatelli, l’avvocato che curerà il ricorso, inizierà a verificare e autenticare le firme dei ricorrenti.
Annunciata, infine, per il prossimo lunedì una nuova “puntata” della protesta anti Ztl.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Da via Vittorio Emanuele la protesta si è poi snodata come le altre volte in centro storico raggiungendo piazza Roma

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