La polemica comasca sull’arbitro donna e la meritocrazia

Il tweet dell'ex arbitro e avvocato Luca Marelli

«Nulla contro Stephanie #Frappart ma la scelta di designarla per la Supercoppa Europea #LiverpoolChelsea distrugge anche in UEFA il basilare concetto di meritocrazia. Non mi accodo al populismo spicciolo: le auguro il meglio ma non posso essere d’accordo». La tocca piano, come si dice in gergo, in un tweet l’avvocato ed ex arbitro di serie A, Luca Marelli. L’oggetto del contendere è una designazione arbitrale destinata a fare la storia del calcio, una donna (la 35enne francese Stephanie Frappart) chiamata a dirigere una finale europea.

Una novità assoluta per il livello della partita, anche se, oltre un decennio fa, la collega Nicole Petignat aveva già diretto tre match di qualificazione alla Coppa Uefa. Ma torniamo alla polemica in salsa comasca. Marelli, che nel suo profilo Twitter si descrive come “Libero professionista, nel tempo libero commentatore per radio e tv, con la divisa arbitrale tatuata sul corpo”, non ha digerito la scelta del collega Roberto Rossetti, designatore Uefa, che ha sostituito proprio un anno fa il dimissionario Pierluigi Collina.

E la voce di Marelli si è fatta decisamente sentire. Il comasco, con studio legale in città, è commentatore di vicende calcistiche per Radio24 e ha anche un seguito blog. La scelta della Uefa, che sicuramente avrà effetti positivi sulla promozione del calcio in rosa, nell’anno che ha consacrato anche l’Italia tra le migliori nazionali femminili, secondo Marelli cancella i criteri di meritocrazia che dovrebbero decidere chi può arbitrare una partita così importante.

«Frappart non ha mai diretto una gara internazionale maschile in campo europeo» scrive Marelli in un altro tweet. Ma lo farà il 14 agosto a Istanbul.

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