La polemica delle società sportive: «Un ritardo per noi sarebbe un danno enorme»

Tre settimane di allenamenti "a secco" per l'Hockey Como all'Eracle Sports Center in attesa della riapertura dello stadio del ghiaccio di Casate

Presenti, partecipi e soprattutto vigili. Questa mattina sul ghiaccio di Casate non ci saranno solo il Comune di Como, Csu e chi sta eseguendo i lavori nell’impianto, ma anche le società sportive che utilizzano la struttura. E quindi l’Hockey Como, Asga (associazione sportiva ghiaccio ambrosiana), il Gruppo giovanile ritmico di Como e l’Olimpia Club Como Asd (pattinaggio su ghiaccio sincronizzato).

Proprio la presidente di quest’ultima società, Luisa Merler, si è impegnata in prima persona per poter assistere alla visita del cantiere e dialogare con assessori e tecnici. Il timore diffuso, viste anche le polemiche che hanno accompagnato l’avvio dei lavori al Palaghiaccio, è che un minimo intoppo possa ritardare la chiusura del cantiere, prevista per il 31 agosto. Data fondamentale per tutte le società che hanno già da tempo iniziato a programmare i rispettivi calendari agonistici in base alla riapertura della struttura a inizio settembre.

Già sul finire della passata stagione, infatti, la chiusura anticipata della struttura, proprio per consentire l’avvio del cantiere, aveva creato difficoltà logistiche e economiche alle società.

«Siamo naturalmente preoccupati e per questo abbiamo chiesto di poter partecipare – dice Luisa Merler – Purtroppo per noi le stagioni che si accorciano, per un qualunque motivo, equivalgono a stagioni perse. A differenza di grandi città come Milano, dove si pattina sul ghiaccio da settembre a giugno, qui a Como i mesi sono decisamente meno e se si dovessero ridurre ulteriormente, sarebbe grave. Per la preparazione e sotto l’aspetto economico, visto che ciò imporrebbe delle trasferte per allenarsi. Siamo fiduciosi di quanto detto dall’assessore nei giorni scorsi, ovvero che la tempistica verrà rispettata. Ma ad esempio vorremmo innanzitutto avere rassicurazioni sul fatto che in agosto non ci sarà il fermo dei lavori, altrimenti ciò non potrebbe che significare un rallentamento nel cantiere». Presente quest’oggi anche Ivan Lodi (Asga).

«La preoccupazione è che si contini a lavorare anche in piena estate. Noi come ogni anno abbiamo già iniziato la nostra preparazione con degli stage in altri luoghi dove è possibile pattinare anche a luglio. Questo si traduce nell’impegno delle famiglie e nell’esborso economico. Ecco perchè per noi e per gli atleti è decisivo che la struttura di Casate sia disponibile da settembre. Non possiamo subire ritardi o immaginare ulteriori trasferte – spiega Ivan Lodi – Inoltre se proprio gli interventi non dovesse essere ultimati vogliamo capire se, in ogni caso, sarà possibile utilizzare la pista del ghiaccio in presenza del cantiere, ad esempio, nella zona degli spogliatoi. A fine settembre abbiamo già in calendario una gara e quindi dobbiamo entrare a Casate». In attesa anche Luca Ambrosoli (Hockey Como). «Ascolteremo con attenzione quanto verrà detto. Ma non vogliamo neanche pensare all’ipotesi di un ritardo. Per noi sarebbe un danno enorme».

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