La polemica: la giunta di Cantù revoca il patrocinio alla Marcia della Pace

Alice Galbiati

«La scelta di iniziare la Marcia della Pace dalla moschea abusiva di Cantù è una dannosa provocazione nei confronti dei cittadini». Il deputato della Lega Nicola Molteni contesta duramente la decisione del Decanato Cantù-Mariano di far partire l’evento, in programma domenica prossima nell’ambito del Mese della pace, dal centro culturale islamico di via Milano. «La marcia partirà dalla moschea abusiva e rappresenta l’appuntamento più importante del mese dedicato alla fratellanza – dice Molteni – Tra le iniziative poi è scattata anche la campagna #ioaccolgo animata da associazioni, sindacati, gruppi vari e parrocchie. L’obiettivo è chiedere la cancellazione dei decreti sicurezza. È inaccettabile piegare un valore nobile e condiviso come la pace a una demagogica campagna contro Matteo Salvini. I decreti sicurezza danno nuovi strumenti per contrastare la criminalità organizzata – dice Molteni – Non è demonizzando la Lega e sposando la sinistra che si coltiva un messaggio di fratellanza e di rispetto, soprattutto durante un mese, quello dedicato alla pace, che dovrebbe includere e non dividere».
La dura nota di Molteni ha convinto ieri sera il sindaco di Cantù, Alice Galbiati, a ritirare il patrocinio concesso in un primo momento alla marcia.
In un comunicato stampa lo stesso sindaco ha spiegato che l’amministrazione comunale di Cantù mantiene fermo il suo «pieno impegno nel sostenere e promuovere pace e libertà, intese anche come rispetto delle regole e della legalità». Allo stesso modo, però, «prende le distanze dalla connotazione politica che viene attribuita al Mese della Pace, attraverso una sottoscrizione “contro” qualcuno. La pace infatti, per definizione, non è contro nessuno. Per coerenza di pensiero e di intenti non si può condividere la decisione di fare partire la marcia da un immobile in cui dette regole sono state più volte violate nel corso degli ultimi anni – aggiunge Galbiati – Analogamente, non possono essere condivise iniziative volte ad abrogare i decreti sicurezza, punti cardine della difesa di valori quali la sicurezza e la legalità».
Il sindaco conclude dicendo di «aderire al pensiero dell’onorevole Nicola Molteni nello stigmatizzare l’utilizzo della pace a fini politici». Sottolinea che «strumentalizzare tale tema significa svilirne in significato e squalificare l’intera iniziativa» e conferma la decisione di revocare il patrocinio del Comune alla manifestazione, spiegando di aver comunicato la propria posizione a don Fidelmo Xodo, prevosto della comunità pastorale di San Vincenzo e promotore della richiesta di patrocinio.
Nel pomeriggio, l’avvocato Vincenzo Latorraca, già candidato sindaco del centrosinistra, aveva attaccato sindaco e giunta. «Concedere il patrocinio alla marcia della pace e poi decidere di non essere presenti alla prima tappa è un’evidente contraddizione. A questo punto invito la giunta a disertare completamente la manifestazione – aveva detto Latorraca – il patrocinio, da regolamento, si concede come apprezzamento e pubblico riconoscimento del valore di un evento da parte dell’amministrazione. Se la giunta ha dato il patrocinio alla Marcia della pace, come può ora prendere le distanze? La Lega mostra così il suo vero volto».
Latorraca ha chiuso invitando alla marcia «tutti coloro che intendono laicamente e religiosamente dimostrare che vi è un unico genere umano, pur tra le differenze ideologiche e religiose». E ha invitato la giunta «a disertare integralmente la manifestazione, vista la non condivisione dell’unico e non interpretabile senso simbolico della marcia della pace».
Della questione si parlerà domani sera a Nessun Dorma, il talk show di Etv in onda alle 21.20 in diretta.

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