La prima a capire. Il lutto nel silenzio

LA MOGLIE DELLA VITTIMA
Elena Puricelli, la compagna

Visto al femminile, l’omicidio di Giacomo Brambilla è anche il dramma di un’altra donna suo malgrado tra i protagonisti della maledetta mattina del 2 febbraio 2010.
Elena Puricelli era la compagna della vittima. Dal giorno precedente non riusciva a mettersi in contatto con Giacomo. Sapeva che aveva un appuntamento con Alberto Arrighi in armeria. Ed è lì che è andata a cercarlo. La porta del negozio era chiusa, all’interno c’erano il commerciante e la moglie intenti a pulire
. Non l’hanno fatta entrare. La donna però ha immaginato subito cosa potesse essere accaduto e ha chiamato la polizia.
Il seguito è cronaca ormai drammaticamente nota. La fugace comparsa di Elena Puricelli nel dramma di Giacomo Brambilla si ferma qui. Almeno pubblicamente. La donna infatti sceglie di vivere e affrontare privatamente il suo immenso dolore. Risponde alle domande degli inquirenti, poi si chiama fuori. Non si costituisce parte civile, «nel rispetto del figlio di Giacomo».
Indubbiamente, la sua insistenza quella mattina è stata determinante per la scoperta in tempi rapidi dell’orrendo delitto. A Elena, probabilmente, questo basta per essere certa di aver fatto quello che poteva per Giacomo. Nell’unica intervista rilasciata in quelle ore disse: «Non perdonerò mai Arrighi. Ha rovinato la nostra vita, ci stavamo costruendo un futuro. Ha rovinato la vita anche del figlio che Giacomo adorava». Punto. Poi il silenzio.

Anna Campaniello

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