La Procura chiede il rinvio a giudizio di don Marco Mangiacasale

Il caso – Il sacerdote è accusato di violenza sessuale su 5 ragazze minorenni. I legali del religioso insisteranno con il gup per avere il rito abbreviato
I difensori del sacerdote hanno fatto sapere che quest’ultimo intende risarcire al più presto le vittime
Chiuse le indagini, la Procura di Como ha chiesto il rinvio a giudizio di don Marco Mangiacasale, l’ex economo della Diocesi ed ex parroco di San Giuliano, accusato di violenza sessuale continuata su cinque minorenni.
Arrestato il 7 marzo scorso, a fine maggio il sacerdote ha ottenuto gli arresti domiciliari, che sta scontando in una struttura ecclesiastica in Piemonte. Nel maggio scorso, il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Simona De Salvo, ha inviato la notifica della chiusura
delle indagini. Ora, il nuovo ulteriore passo è stata la richiesta di rinvio a giudizio, su cui si pronuncerà il giudice per l’udienza preliminare. In caso di procedimento giudiziario, è probabile che la difesa scelga il rito abbreviato.
Già dopo la notizia della chiusura delle indagini, i difensori del sacerdote, Renato Papa e Mario Zanchetti, hanno fatto sapere che don Marco intende risarcire al più presto le vittime, anche se non è stata resa nota l’entità delle somme destinate a ciascuna delle cinque minorenni che avrebbero subito violenze sessuali.
«Il risarcimento non vuole rappresentare una mercificazione del dolore – ha detto Papa – ma è un ulteriore attestato concreto della volontà di alleggerire la sofferenza delle vittime e dei loro familiari. Non si tratta di dare un valore economico al dolore, che non ha un prezzo. Non abbiamo pattuito alcuna cifra non perché stiamo facendo una trattativa commerciale, ma perché procediamo con attente valutazioni per capire come definire l’importo».
L’obiettivo della difesa è arrivare a definire nel più breve tempo possibile il risarcimento, anche in vista dell’eventuale procedimento giudiziario. Anche per quanto riguarda lo stesso processo, i legali del sacerdote hanno precisato che l’interesse primario è la tutela delle vittime, che potrebbero subire ulteriori traumi nel rivivere quanto subito. Già nel primo interrogatorio dopo l’arresto, don Marco Mangiacasale ha ammesso le sue responsabilità, anticipando anche alcune situazioni che non gli erano ancora state contestate e che sono poi emerse nell’ambito delle indagini.
Dopo l’arresto, nel marzo scorso, don Marco Mangiacasale è stato subito sospeso dal vescovo di Como da ogni incarico ecclesiastico. Da mesi il sacerdote è seguito da Salvatore Zizolfi, psichiatra e psicologo comasco, che si sta occupando del percorso terapeutico dell’ex parroco, iniziato in carcere e proseguito poi nella struttura nella quale sta scontando i domiciliari.

Anna Campaniello

Nella foto:
Don Marco Mangiacasale: la procura ne chiede il rinvio a giudizio

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