La proposta:  «In via Cantoni uno “stargate” per  la cultura delle ville»
Città, Cultura e spettacoli, Territorio

La proposta: «In via Cantoni uno “stargate” per la cultura delle ville»

«Villa Olmo? Como si chieda quale funzione culturale deve avere. La immagino uno “stargate”, una grande porta d’accesso alla cultura delle ville del lago».
Parola di Serena Bertolucci, che dal 2004, dopo aver lavorato per nove anni alle raccolte d’arte di Villa Vigoni a Loveno, è stata conservatrice di Villa Carlotta, dal 2006 ne è stata vicedirettrice e direttrice dal 2010. Dal 2015, chiamata dal ministro ai Beni culturali Dario Franceschini, è direttrice di Palazzo Reale a Genova.
«Il Lario sarà sempre nel mio cuore», aveva detto allora. E mantiene la promessa, sollecitata a immaginare un futuro per la storica dimora di Como, magari, come ipotizza il Comune quest’estate, affidandola a un gestore che abbia in carico anche i musei cittadini.
«Attenzione a trascurare il pubblico comasco. Un luogo come Villa Olmo – dice Serena Bertolucci – non va valutato solo in funzione turistica, c’è un pubblico di prossimità da considerare. La realtà che gestisco a Genova può essere un esempio: è un edificio storico fortemente connotato, con cui occorre fare i conti proprio nella doppia valutazione del target turistico e del pubblico di prossimità. E quando si parla di sostenibilità per un luogo simile occorre unire istanze economiche con performance culturali, mettendo a fuoco l’identità del luogo, poiché per rendere un museo eccellente non bastano i conti in ordine. Villa Olmo allora può essere il punto di partenza per mettere in scena la civiltà del lago, il Lario delle ville. Quindi lo sforzo da fare è vedere il contenitore già con un contenuto proprio, un patrimonio immateriale che lo rende peculiare. L’orto botanico che si realizza va in questa direzione. Palazzo Reale a Genova è diventato la “piazza” della città, ospita convegni, giovani artisti, musica e cinema e in quanto “luogo delle arti” è aperto a un pubblico amplissimo».
E sull’integrazione della gestione della villa con quella dei musei? «La strada è quella – dice Serena Bertolucci – le reti sono ormai nella logica a livello ministeriale per garantire maggiore sostenibilità ai vari progetti e soggetti. Ma concordo con chi sostiene che il Comune deve dotarsi quanto prima di un direttore interno dei musei che tuttora manca, è importante non solo a livello scientifico ma proprio per individuare l’identità del luogo che si governa».
Il ministro della Cultura del governo gialloverde, Alberto Bonisoli, ha deciso di eliminare le giornate di ingresso gratuito nei musei lanciate da Franceschini, che da sole hanno garantito ai musei comaschi di avere visitatori altrimenti impossibili da conquistare. Che ne pensa? «Penso che la decisione del ministero Franceschini sia stata dirompente. Ha frantumato la barriera del museo come luogo per pochi facendolo diventare eccezionalmente luogo di tutti. Auspico che, grazie alla discrezionalità data ai direttori dal nuovo ministro Bonisoli nel decidere quando effettuare la gratuità, si possa passare alla consuetudine. Mi piacerebbe molto poter aprire gratis un’ora al giorno, in modo da poter fidelizzare il pubblico, da poter suscitare il bisogno di cultura, per tutti. Credo che in questi tempi ce ne sia molto bisogno».

2 agosto 2018

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Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


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