La protesta dei “forconi” in Comune, faccia a faccia con il sindaco Lucini. Oggi si torna sulla Canturina

altE domani manifestazione “bendata” davanti al Pirellino
La protesta non si ferma. Anzi, si arricchisce di nuovi appuntamenti. Il “Coordinamento 9 dicembre” – nome invocato a gran forza al posto del contestato appellativo di “forconi” – oggi presidia la Canturina.
I manifestanti quindi, dopo la pausa di domenica dedicata a una riunione, tornano in mezzo alla strada. Domani, invece, sfileranno al Pirellino, la sede territoriale della Regione Lombardia di via Alcide De Gasperi, a Como.
Particolarità della manifestazione: i dimostranti saranno

bendati. Ieri, invece, c’è stato un faccia a faccia con il primo cittadino di Como, Mario Lucini.
Il Coordinamento, dopo una settimana di proteste lungo le strade di accesso alla città, ha spostato il presidio davanti al Comune capoluogo. E il primo cittadino, per una ventina di minuti, ha ascoltato le ragioni dei manifestanti, chiarendo le sue posizioni, anche in merito alle ripercussioni della protesta sul traffico cittadino.
«Capisco le vostre esigenze. Le forme di protesta che avete usato hanno indubbiamente creato alcuni disagi, soprattutto in via Pasquale Paoli. Ma fino a che sono messe in essere con le modalità pacifiche e rispettose delle regole che vi hanno contraddistinto, sono assolutamente lecite», ha detto il sindaco.
«Inevitabilmente, per tentare di far sentire la nostra voce, abbiamo deciso di bloccare il traffico. È l’unica forma di protesa utile», ha ribadito Tabata Muchetti, una delle coordinatrici comasche della protesta assieme a Paolo Zeni. Successivamente, Mario Lucini ha ascoltato con attenzione le richieste di aiuto e l’analisi della realtà tratteggiata dai manifestanti. «È vero, ci sono molte difficoltà. Io stesso vedo molte persone in stato di sofferenza. Ne ricevo numerose ogni settimana. E spesso non abbiamo risposte concrete da dare. Io sono qui a cercare di fare qualcosa tutti i giorni», ha aggiunto il primo cittadino.
E tra i dimostranti c’era anche chi, analizzando le conseguenze sempre più devastanti della crisi economica, ha invocato la necessità di coniare una moneta locale per superare le difficoltà legate all’euro. Provocazione respinta al mittente, con un sorriso, da parte del primo cittadino. «Sinceramente non ho consigli da darvi. Se una delle vostre necessità è avere un luogo, una piazza, dove poter sistemare un banchetto per la raccolta delle firme, si può fare. Basta chiederlo, così come fanno tutti, e vi verrà concesso».
La protesta, va ribadito, è guidata dal “Coordinamento mobilitazione 9 Dicembre” che raggruppa molte sigle, tra cui i “forconi”, i Liberi imprenditori federalisti europei, i Cobas del latte, il Movimento autonomo degli autotrasportatori, l’Associazione Italia trasportatori e l’Azione rurale Veneto. L’obiettivo è uno solo: avere risposte e interventi rapidi del governo per arginare la crisi economico-finanziaria.
L’incontro con il sindaco, decisamente apprezzato dai manifestanti, si è concluso con un simpatico scambio di battute tra Mario Lucini e Paolo Zeni, uno dei coordinatori comaschi della protesta. «La invito a sedersi anche soltanto per pochi minuti sulla mia sedia per rendersi conto di quanto può essere complicato gestire una realtà come la nostra», ha detto il sindaco. Pronta la replica di Paolo Zeni. «Volentieri. Mi conceda 10 minuti da sindaco e le rivoluziono la città».

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il sindaco di Como, Mario Lucini, ha incontrato ieri i rappresentanti del “Comitato 9 dicembre”

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