La realtà virtuale è un flop. Buco da 1,5 milioni di euro per la società di Sviluppo Como

altLa realtà virtuale avrebbe dovuto cambiare la fisionomia delle piccole e medie imprese lariane, accompagnandole verso un futuro luminosissimo.
Tuttavia, a 4 anni di distanza dalla creazione del Centro Sviluppo Realtà Virtuale (Csrv) – società controllata dalla Camera di Commercio di Como attraverso la holding Sviluppo Como – il bilancio è fallimentare. In settimana, il gruppo dirigente di Sviluppo Como ha preso atto di un disavanzo complessivo superiore al milione e mezzo di euro e ha indicato

l’unica via d’uscita credibile: la cessione a privati.
Se non si dovesse trovare un acquirente, il Csrv potrebbe anche essere liquidato definitivamente.
Che le cose non andassero come previsto si sapeva da tempo. Già lo scorso anno i conti erano tutt’altro che in ordine, ma si era ipotizzato di proseguire nella speranza che il progetto potesse trovare un rilancio.
Così non è stato. La realtà virtuale, fiore all’occhiello del polo tecnologico di Lomazzo gestito da ComoNext – altra società di scopo controllata al 76,47% da Sviluppo Como e partecipata anche dalla Fondazione Politecnico di Milano – si è rivelata un colossale flop, costringendo i promotori a una riflessione amara quanto, probabilmente, definitiva. In questi giorni era stato annunciato un comunicato stampa in cui si facesse luce sui problemi che hanno portato a una situazione di non ritorno per il Csrv. Ma da Villa del Grumello (sede di Sviluppo Como) non è giunto alcun commento. Pesa, in questo frangente, il cambio di direzione politica in Camera di Commercio, dove il 18 novembre prossimo si insedieranno i nuovi vertici.
Ciò che trapela da fonti indirette è il forte nervosismo legato alla possibile fine dell’esperimento del Csrv. Un laboratorio di innovazione sul quale i dirigenti di via Parini – a partire da Paolo De Santis, presidente uscente anche di Sviluppo Como – avevano puntato molto.
In realtà, tutta l’operazione ComoNext è in bilico, dopo la chiusura in rosso dei bilanci per il terzo anno consecutivo (notizia anticipata dal Corriere di Como qualche giorno fa). La crisi del Csrv costringerà gli amministratori di Sviluppo Como a rimodulare investimenti e obiettivi. Una perdita secca di 1,5 milioni può essere certamente coperta dalla holding di via Parini (il cui capitale sociale è di 10 milioni di euro) ma obbliga a un ripensamento delle strategie.
Anche perché la riduzione dello stesso capitale sociale implica una più che probabile battuta d’arresto nella politica degli investimenti.
Una società che punta tutto sull’innovazione – qual è appunto Sviluppo Como – molto difficilmente può essere gravata di pesi che ne impediscano i movimenti in un contesto dinamico per definizione.

Da. C.

Nella foto:
La realtà virtuale di Lomazzo non è mai decollata

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