La rivincita di Andreucci, ex mister del Como, in C con il Campodarsego

Calcio Antonio Andreucci

«Tra le cose che più ho apprezzato in queste ore i tanti messaggi che ho ricevuto da Como di persone con cui si è consolidato un rapporto di stima reciproca». Nella giornata in cui il consiglio federale ha di fatto tolto ogni possibilità al Como di poter disputare i playoff, è però arrivata una gioia per un ex azzurro, Antonio Andreucci.
Il mister dei lariani nello sfortunato campionato 2017- 2018 di serie D, chiuso con la promozione sfumata nell’ultima gara a Carate, ha infatti conquistato la promozione in serie C alla guida della formazione padovana del Campodarsego. La Figc ha infatti deciso per la cristallizzazione delle classifiche nei vari gironi, con la promozione delle prime. Per i veneti, che erano in testa nel girone D, è dunque arrivato il passaggio in Lega Pro, il primo storico campionato tra i Professionisti per i biancorossi. E se il Padova non dovesse conquistare la promozione ai playoff, il prossimo anno si prospetta un inedito e clamoroso derby.
«Nella mia carriera avevo vinto per quattro volte i playoff – spiega Andreucci – Due volte proprio con il Campodarsego, poi con Triestina e Como. Era il momento di chiudere un campionato al primo posto, anche per togliermi l’etichetta di specialista degli spareggi».
«È stata premiata la scelta di puntare sui giovani, che è quello che poi faremo anche il prossimo anno in C – aggiunge il tecnico 55enne – Il nostro direttore sportivo ha il merito di aver costruito un gruppo solido con tre attaccanti forti come Gianmarco Gabbianelli, Cristian Pasquato e Vincenzo Calì».
Tra i fattori di questo cammino vincente anche «un ambiente familiare – spiega ancora Andreucci – sereno, dove si può lavorare bene. Siamo partiti con il piede giusto e ad un certo punto avevamo anche 11 punti di vantaggio».
Alla fine i biancorossi hanno chiuso con cinque punti di vantaggio sul Legnago e sei sull’Ambrosiana, formazioni veronesi che il Como di Marco Banchini ha incrociato nel torneo 2018-2019.
Andreucci aveva già guidato i padovani tra 2014 e 2016. Poi, nell’ottobre del 2018, la società lo ha richiamato dopo aver esonerato Antonio Paganin con un piano a lungo termine che aveva come obiettivo il passaggio tra i Professionisti.
«Campodarsego è una realtà piccola – dice il mister – è un paese di 14mila abitanti a poca distanza da Padova. Ma la società vuole fare bene le cose. Per esempio abbiamo un bel centro sportivo e un progetto che, come ho detto, punta sullo scegliere bene i giovani».
Da ex, l’allenatore ha seguito le vicende del Como. «Ho apprezzato il lavoro della società – afferma – che ha voluto mettere le basi per costruire un futuro importante. Almeno questa è l’impressione che ho avuto da qui. A me rimane il dispiacere per come sono andate le cose, con il pareggio di Carate Brianza che non ci ha consentito di conquistare la promozione. Ma allo stesso tempo mi porto il bel ricordo dei playoff vinti – e in quella situazione non era facile – e di una squadra costruita in corsa, dopo la rifondazione societaria, che ha avuto la capacità di lottare per il primato».

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