La serata a Pianello del Lario, la colonna di auto. Poi gli amici che non arrivano e la tragica scoperta

Quello che rimane dell'auto

Sarebbero fuori pericolo, seppur ancora con un quadro clinico assai complesso (uno con entrambe le gambe fratturate) i due ragazzi 20 e 22 anni rimasti coinvolti nell’incidente che nella notte tra martedì e mercoledì è costato la vita a Mattia Pretti, 20enne di Grandola ed Uniti.

Quest’ultimo si trovava sui sedili posteriori della Bmw 320 che, all’altezza dell’ingresso di Acquaseria a San Siro, in direzione di Menaggio, in una curva verso sinistra è uscita di strada finendo con l’impattare frontalmente contro il muro di un garage. Per Mattia, che aiutava la famiglia in un agriturismo di Grandola ed Uniti, non c’è stato nulla da fare ed è morto sul colpo.

Gli altri due amici, il 22enne di Porlezza che era al volante e un secondo 20enne di Grandola, sono invece stati portati in ospedale a Gravedona e a Varese ma, la notizia è di ieri mattina, le condizioni di entrambi sarebbero migliorate e sarebbero fuori pericolo.
L’indagine dei carabinieri della compagnia di Menaggio è intanto partita per ricostruire la dinamica dell’uscita di strada. Il punto dell’incidente non è ripreso da telecamere e sull’asfalto non ci sono evidenti segni di frenata. Testimoni tuttavia avrebbero riferito di un tipico rumore di pneumatici sull’asfalto che farebbero pensare a una perdita di controllo dell’auto poco prima del botto. I rilievi tuttavia sono ancora in corso.
Altro lavoro che è stato avviato dai militari è stato quello di ricostruire la serata dei tre ragazzi.

Il gruppo di amici (molto più ampio dei tre che si trovavano sull’auto dell’incidente) pare avesse trascorso delle ore insieme nei locali di Pianello del Lario. Attività commerciali che alle 23 chiudono. Quindi l’ipotesi è che i ragazzi, dopo essersi fermati un po’ all’esterno degli stessi, siano risaliti in macchina per tornare verso il Porlezzese. La Bmw era l’ultima di una colonna di auto con diversi amici. Le vetture che precedevano, non vedendo arrivare l’auto dei tre ragazzi, sarebbero poi tornate indietro ripercorrendo la strada a ritroso fino a trovarsi, all’altezza di Acquaseria, davanti alle drammatiche immagini di quanto era appena accaduto. Sarebbero stati loro a creare quel capannello di persone – attorno al luogo della tragedia – in attesa di buone notizie che non sono arrivate.
Il pubblico ministero di turno in Procura a Como, il dottor Antonio Nalesso, ha intanto affidato l’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo della vittima.
L’auto è stata posta sotto sequestro.

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