La singolare prova: Zambrotta italiano nel Dna, ma al 20% è greco

Gianluca Zambrotta e la maglietta che certifica il del suo 20,3% greco
Gianluca Zambrotta e la maglietta che certifica il del suo 20,3% greco
Gianluca Zambrotta e la maglietta che certifica il del suo 20,3% greco

Tre Mondiali e tre Europei con la maglia azzurra e quasi cento presenze in Nazionale. Bastano per dire che il comasco Gianluca Zambrotta sia italiano nel Dna? Sicuramente sì, ma il campione del mondo 2006 e terzino di Juventus, Barcellona e Milan si è sottoposto a un singolare esperimento insieme con altre sette ex grandissimi del calcio e giocatori simbolo delle rispettive nazionali, ovvero il tedesco Lothar Matthäus, campione del mondo nel 1990, il trequartista inglese John Charles Barnes, il coriaceo centrocampista francese Robert Pirès (campione d’Europa 2000), l’attaccante argentino Hernán Crespo, il centrocampista brasiliano Gilberto Silva (campione del mondo 2002), il centrocampista spagnolo Luis Javier

Gianluca Zambotta
Gianluca Zambotta

García Sanz e il collega di reparto olandese Clarence Seedorf.

Proprio nei giorni dei Mondiali di calcio, ma anche delle accese polemiche su migranti ed etnie, questi otto campioni, che sono stati per anni il simbolo delle rispettive nazioni e nazionali di calcio, sono stati chiamati a sottoporsi al test del Dna per conoscere con esattezza i propri gruppi etnici di appartenenza. È noto infatti come il Dna sia in grado di codificare i luoghi che gli antenati di una persona chiamavano casa e che definiscono il pool genetico locale. L’iniziativa è stata promossa dalla società internazionale MyHeritage, che promuove test del Dna anche a domicilio e che negli ultimi 15 anni, oltre ad aiutare le famiglie a scoprire le loro origini etniche, si stima abbia aiutato alcune centinaia di migliaia di persone a trovare parenti non ancora conosciuti. Sono ben 42 i gruppi etnici che si possono evidenziare nel test e le sorprese non sono mancate anche nell’analisi del Dna degli otto ex campioni.

L’ex di Lazio, Inter, Milan, Genoa e Parma, Hernán Crespo, che a lungo è vissuto nella Bassa Comasca durante le sue esperienze milanesi, non è stato molto sorpreso di avere una parte del suo sangue italiano. Secondo il test del Dna, Crepo è italiano per il 27,6%, avrebbe insomma potuto vestire l’azzurro.

Ben più stupita la reazione del francese Robert Pirès, che diciotto anni fa con la sua nazionale strappò il campionato d’Europa all’Italia di Zambrotta, Totti e Del Piero. Ebbene, Pirès è risultato nel test italiano al 38,1%, tra l’ironia generale di tutto gli altri campioni.

Ma torniamo al “nostro” Gianluca Zambrotta. Nato a Como, da papà e mamma italiani, il suo Dna è tricolore al 62,6%, ovvero italiano da generazioni, con un 20,3% di etnia greca, un 14,9% di Europa settentrionale e occidentale e il 2,2% di Mediorientale. «Ero davvero curioso – ha spiegato Zambrotta – Sembra incredibile, ma anche in passato c’era chi mi ha detto che qualcosa in me ricordava la Grecia». Il test ricerca in parallelo anche documenti storici sugli antenati presenti nelle banche date internazionali. Ebbene, il bisnonno di Zambrotta, Giuseppe Emilio Dotti, aveva combattuto con valore sul fronte italo-austriaco. «Ha avuto la fortuna di tornare a casa – ha ricordato Zambrotta –Anche mio nonno ha fatto parte di un corpo militare e ne conservo sempre un’immagine molto bella».

Curiosità nel Dna anche degli altri campioni. Già detto di Crespo e Pirès, l’inglese di origini giamaicane John Barnes non sapeva di essere per il 16,6% irlandese, scozzese e gallese. Grandi sorrisi e sfottò anche per l’olandese Clarence Seedorf, altro calciatore di colore, che tanto ha dato al Milan e che ha scoperto di avere un 6,3% di Dna Svedese. E Lothar Matthäus, l’ex interista, è un simbolo della mentalità tedesca? È risultato inglese al 24,3%. Luis Javier García Sanz, infine, ha l’84,7% di Dna spagnolo, un 11% di etnia ebrea sefardita, ovvero sempre abitanti nella Penisola iberica, e il restante 4% irlandese, scozzese e gallese. I video e i risultati sono sul sito e sul canale Youtube di MyHeritage Dna.

Paolo Annoni

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