La sinistra a Como affonda il colpo contro la strana alleanza Lega-Rapinese

I banchi del centrosinistra nel consiglio comunale di Como

«Chi si è detto a favore, chi ha continuato a essere contro, chi si è astenuto. Il variegato voto delle quattro liste che sostengono la giunta di Mario Landriscina è un ulteriore segnale di come la maggioranza che da due anni governa il capoluogo lariano, di fatto, non esista più».

Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale a Como, Stefano Fanetti, traccia un bilancio politico di quanto accaduto giovedì sera a Palazzo Cernezzi.

La mozione sul nuovo dormitorio, al di là del suo contenuto, è stata ancora una volta «la dimostrazione di un fallimento. Quello del centrodestra». L’altro dato politico evidenziato a sinistra da tutti i consiglieri Dem è «l’importanza di aver messo in minoranza la Lega e con essa anche il gruppo Rapinese Sindaco, che si sta
spostando sempre più a destra sulle questioni legate a welfare e solidarietà».

Una posizione, quella del Pd, condivisa in pieno dal gruppo di Svolta Civica, che in un comunicato diffuso ieri parla di «disastro del
centrodestra» e attacca duramente proprio la nuova «alleanza» tra il Carroccio e la Lista Rapinese, i cui primi vagiti sono stati emessi durante la lunghissima discussione del nuovo regolamento di polizia urbana. Il «disastro» cui si riferisce Svolta Civica nel suo comunicato «sta tutto nei tentativi della maggioranza, peraltro non sempre efficaci, di sostenersi appoggiandosi a Rapinese», lo stesso «che è stato capace di dire di tutto sul sindaco e la sua giunta. Rapinese si distingue per la totale incapacità di affrontare i problemi concreti, per i quali non offre soluzioni. Non è un caso che una figura come Ada Mantovani abbia ritenuto di dover lasciare la Lista Rapinese e di appoggiare con convinzione la mozione sul dormitorio comunale».

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