La stangata dell’Imu: ecco come calcolare l’imposta

In centro storico le rendite catastali più alte. Si “salvano” le famiglie con figli
Si salva soltanto chi ha un piccolo bilocale in periferia, a patto che quel bilocale sia la prima e unica casa. Per tutti gli altri comaschi, arriva l’Imu: Imposta Municipale Unica. Uguale alla vecchia Ici? Non proprio. Per la seconda casa, l’Imu a Como potrebbe aumentare – secondo un calcolo del Sole 24 Ore – dell’84% rispetto al passato. Sulla prima casa, invece, il proprietario di un bilocale a Como Borghi pagherà 188 euro, secondo i parametri emersi negli ultimi giorni. Va peggio a chi ha

un appartamento di lusso in centro storico, e dovrà versare allo Stato oltre 2.300 euro.
Il calcolo non è semplice. Il modo più rapido e sicuro per fare esempi di Imu, è usare – tra i tanti calcolatori on line – quello messo a disposizione dal portale d’informazione economica Eco del denaro. Un piccolo software che tiene conto della rivalutazione della rendita catastale (un “giochetto” che aumenta l’imponibile del 60%), detrazione per figli a carico minori di 26 anni, franchigia di 200 euro, e calcola l’Imu per l’immobile con l’aliquota al 4 per mille, se si tratta di prima casa, o del 7,6 per mille, se si tratta di una seconda casa.
Le aliquote considerate sono medie: i Comuni potranno alzarle o abbassarle di 2 punti per la prima casa e di 3 per gli altri immobili. Meglio, quindi, considerare il valore base. Il dato da inserire è la rendita catastale (attuale) dell’immobile. Qui ci è venuta incontro un’agenzia immobiliare comasca, fornendoci 5 esempi di 5 rendite reali in provincia di Como.
Si parte dal basso: un bilocale in zona Caserme. Rendita catastale di 309,87 euro. Esente da Imu se prima casa. Se, invece, il bilocale è di un comasco che ha investito nel mattone e vuole affittarlo, l’Imu ammonta a 395 euro.
Seconda fascia: bilocale a Como Borghi, di recente costruzione. La rendita catastale sale a 578,43 euro. Una coppia di sposini deve pagare 188 euro di Imu. Ogni figlio a carico con meno di 26 anni “vale” uno sconto di 50 euro, quindi una coppia con un figlio pagherebbe 138 euro. Se l’appartamento fosse una seconda casa, si perderebbero l’aliquota al 4, la franchigia di 200 euro e lo “sconto figli”, quindi l’Imu salirebbe a 738 euro.
Il terzo esempio è una porzione di casa in villa con box a Guanzate, zona residenziale, fuori città. Una famiglia di quattro persone (genitori e due figli piccoli) pagherà 209 euro. Infine, un appartamento di lusso in centro storico. Qui, le rendite schizzano alle stelle – 3.764,97 euro – e pure l’Imu annuale diventa l’equivalente di una vacanza ai Caraibi: 2.329 se l’immobile è prima casa, 4.806 euro se si tratta di una seconda casa.
«Da quanto emerso finora – dice Claudio Zanetti, presidente della Federazione Italiana Mediatori e Agenti d’Affari (Fimaa) di Como – risulta che l’Imu sulla prima casa sarà in linea con la vecchia Ici prima che questa venisse abolita. La stangata arriva invece sulla seconda casa e certamente non aiuta un settore, l’investimento nel mattone, già in difficoltà. Voglio ricordare, comunque, che le rendite catastali per le compravendite restano invariate fino a giugno».
Secondo Claudio Zanetti, infine, l’aumento del prelievo sulle seconde case non dovrebbe tradursi in un ritocco dei canoni di locazione, «perché sul mercato di oggi non ci sono i margini per rincarare gli affitti».

Andrea Bambace

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