La statistica: sempre meno comaschi salgono sugli autobus

Un bus di Asf

Più inquinamento, più auto in circolazione, meno persone che salgono su autobus e treni, più multe ad automobilisti che parcheggiano lungo le corsie preferenziali. Si tratta di tante facce della stessa medaglia, tracciate ieri da due diversi studi.
Il primo riguarda la statistica sull’utilizzo del trasporto pubblico locale realizzata dal Centro Ricerche Continental Autocarro. Como risulta tra i Comuni capoluogo di provincia con il calo maggiore di passeggeri. In quattro anni la percentuale è diminuita del 26,9%. Dal 2012 al 2016 le persone che hanno utilizzato il trasporto pubblico locale in tutta Lombardia sono diminuite del 16,1%, mentre in Italia sono calate del 4%.
Si assiste a una discesa dal bus generalizzata, che non tocca soltanto Como. Il numero di passeggeri è in calo anche a Lecco (-17%), Milano (-20,5%), Lodi (-22,8%), Pavia (-36,5%) e Varese (-1,2%). In controtendenza invece Brescia, che ha fatto registrare un aumento del 63,5% dei passeggeri del Tpl dal 2012 al 2016. Crescono pure Mantova (+16,8%), Monza (+12,5%), Bergamo (+10,3%) e Cremona (+5,3). È chiaro che un viaggio in autobus sarebbe più rapido se le corsie preferenziali fossero libere dalle auto. In novembre, la polizia locale di Como ha effettuato controlli specifici proprio contro la sosta selvaggia e il transito sulle corsie dei bus. Sono state fatte in tutto 69 multe. Le corsie preferenziali dove sono state accertate il maggior numero di violazioni sono state quelle di via Bellinzona (39) e quella di via Scalabrini (11). Per il transito abusivo la multa è di 41 euro. La sosta negli spazi delle fermate bus e nelle corsie preferenziali comporta invece una multa di 85 euro e vengono tolti anche due punti dalla patente.

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