L’addio pacato e amaro dell’assessore Gentilini

Carola Gentilini

Giro d’Italia 2019, Giro di Lombardia 2020. Tra questi due eventi si scrive, per ora, l’esperienza politica a Como dell’architetto Carola Gentilini. Per chi di mestiere fa la direttrice del Museo del Ghisallo, tempio mondiale della bicicletta, si tratta ad ogni modo di una parentesi importante e ricca di significato. L’ex assessore alla Cultura e al Turismo, anche dopo le dimissioni, richieste dal sindaco per fare posto in giunta a Forza Italia, non abbandona il suo stile sobrio, educato, elegante, che ne ha caratterizzato il mandato. Mai una parola in più, o una dichiarazione polemica. Disponibilità al confronto e all’ascolto.

«Ho preferito non commentare a caldo, ma faccio volentieri un saluto oggi – ha detto Carola Gentilini – al sindaco, ai colleghi dell’esecutivo, ai dirigenti e alla città. Ho comunque avuto molto da questa esperienza. Sono entrata come un tecnico nella giunta poco più di un anno fa e ora che la politica ha scelto di ritornare nell’esecutivo, con Forza Italia, era giusto fare un passo indietro. Spiace molto certo».
Un addio però, che, per come è maturato, lascia sicuramente l’amaro in bocca. «È inutile negarlo – ha aggiunto l’ex assessore ai microfoni di Etv – Ma era giusto così. Soprattutto non mi piace lasciare le cose a metà, non è proprio nel mio stile».
Dalla rimozione dei “caramelloni pubblicitari” alla mostra delle monete d’oro, fino alle iniziative di promozione turistica e al ritorno delle esposizioni a Villa Olmo. Tutto ora passa nelle mani del suo successore che avrà due anni di tempo per tentare di risollevare turismo e cultura o, almeno, per portare avanti l’ordinaria amministrazione.
Giovedì al Ghisallo, l’argomento Gentilini ha quasi oscurato, per alcuni momenti, la presentazione del Lombardia. «Oggi è un buon giorno. Io ho riavuto Carola – ha commentato il presidente del Museo, Antonio Molteni – prima era sempre a Como a fare l’assessore, negli ultimi mesi ci si vedeva molto meno. Sono contento per me, per il Museo del Ghisallo, ma mi spiace per il sindaco, la giunta e la città, perché probabilmente non hanno ancora capito cosa hanno perso».

Significativa la presenza anche di Anna Veronelli, presidente del consiglio comunale di Como ed esponente di Forza Italia, ovvero del partito che di fatto ha chiesto il “sacrificio” della Gentilini.
«La mia presenza qui ha un significato preciso, volevo essere a fianco di Carola, con affetto. Una persona che non conoscevo fino a poco più di un anno fa. Una donna che stimo, che è capace, che come un bravo ciclista dal primo giorno si è alzata sui pedali per il bene della giunta e della città e non ha mai smesso di correre» ha commentato Anna Veronelli.
Assente il sindaco di Como alla presentazione del Lombardia, anche Marco Galli assessore allo Sport di Palazzo Cernezzi, ha iniziato il suo intervento citando l’ex collega di esecutivo, moderatrice dell’evento quale direttrice del Museo del Ghisallo.
«Sembra strano essere qui con chi fino a poche ore fa era una eccezionale collega di giunta – ha commentato Galli – Una professionista che ha seguito anche con me tante riunioni per la riuscita di questo Lombardia. Abbiamo sempre lavorato bene insieme». Nel post conferenza anche un lungo abbraccio tra i due. Tra Giro d’Italia 2019 e Giro di Lombardia 2020, il pur breve mandato di Carola Gentilini a Palazzo Cernezzi ha sicuramente lasciato il segno e dei rimpianti.

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