Ladri di biciclette a Turate: tre denunce, uno dei sospettati finisce in cella

Una foto generica di biciclette

Vita dura per i ladri di biciclette. In tre sono stati individuati e denunciati a piede libero dai carabinieri della stazione di Turate. Uno dei sospettati, tra l’altro, stava anche godendo dell’affidamento in prova per precedenti guai con la giustizia. Misura che è stata sospesa. L’uomo è così stato raggiunto dai militari dell’Arma che l’hanno condotto nel carcere del Bassone di Albate. Tutto ha avuto inizio nella notte tra il 14 e il 15 agosto.

Quattro biciclette del valore complessivo di un migliaio di euro, scompaiono dall’interno di un box di uno stabile del comune di Turate. Sul posto arrivano i carabinieri che avviano le indagini, ascoltano i testimoni, scovano una pista da seguire e, piano piano stringono il cerchio attorno ai sospettati. Alla fine, sul taccuino dei militari compaiono tre nomi: quello di un cittadino di Turate di 27 anni, italiano, quello di un rumeno di 25 anni (sempre di Turate) e quello di un 29enne di Cogliate.

Alla fine, i tre confessano quanto commesso e fanno anche ritrovare le biciclette, che vengono restituite ai proprietari. Seguono le denunce a piede libero all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reati di furto. Il 29enne, tuttavia, non solo non avrebbe dovuto essere dove era, ma era anche stato “premiato” per precedenti guai con la giustizia con l’affidamento in prova. La segnalazione dell’Arma è stata dunque girata anche al Magistrato di sorveglianza di Milano che, dopo aver considerato i fatti segnalati e la condotta «del tutto incompatibile con la prosecuzione dell’affidamento in prova», ha deciso per sospendere la misura.

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