L’alfabeto materico di Maria Cristina Carlini

menochiaraChiaro2005_Maria Cristina Carlini, Senza Confine, tecnica mista su ferro, cm180x80x5, tre elementi_Dettaglio

Tra i critici che hanno apprezzato il suo lavoro c’è anche il comasco Luciano Caramel. Stiamo parlando della scultrice milanese Maria Cristina Carlini che propone online la mostra “Alfabeto materico. Sculture a parete, opere su carta e video” sulla piattaforma kunstmatrix.com fino al 29 settembre.
L’esposizione, organizzata dalla galleria Artespressione a cura di Matteo Pacini e ideata da IBC Irma Bianchi Communication, mette in risalto espressioni artistiche diverse, che come lettere vanno a costituire un alfabeto caratterizzato da lavori materici che spaziano dal grès alla carta, al ferro. In mostra alcune sculture a parete sono rappresentative di una matericità che emerge in maniera immediata e forte, come si osserva nei due trittici Ignoto, in grès e foglia d’oro e Senza confine, a tecnica mista. Di particolare rilievo Cuciture, in cui l’artista tramite un filo di ferro unisce frammenti di un’ipotetica pelle fatta di grès; anche in Le stanze di Galileo superfici in grès sono collegate con interventi in ferro. Paesaggio etrusco, attraverso piani sovrapposti ciascuno caratterizzato da una trama e da un colore diverso, pone invece l’accento sul legame dell’artista con la terra e con le sue caratteristiche naturali.

Nelle carte attraverso pigmenti e polveri prevalgono la leggerezza delle forme e le tonalità delle terre, del grigio e dell’ocra infatti, come sottolinea il curatore Matteo Pacini, “Maria Cristina Carlini affronta da scultrice ogni genere di materia: che sia grès, metallo, legno, seguendo una vocazione atavica che la spinge verso la tridimensionalità anche nelle opere su carta, creando forme impeccabili nella loro imperfezione”.
L’artista trova, infatti, nelle diverse tipologie di carta: riciclata, fatta a mano, velina e cartone valori tattili, cromatici, plastici e crea, all’interno della composizione, movimenti armonici ed equilibri espressivi, come si può osservare nella serie Carte appoggiate su supporto in ferro.
Sono inoltre presenti nel percorso espositivo alcuni collages di grandi dimensioni (cm 100×150 ca), dove forme geometriche interagiscono con proporzioni, simmetrie e colore. Da composizioni cromaticamente più contrastate come Iliade e Divinità domestiche si giunge a La Divina Commedia e a Georghiche dai toni molto uniformi.

Spessori lisci, ondulati con irregolarità e imperfezioni si sovrappongono, mantenendo il racconto originale della materia. Questa tendenza a non modificare lo stato e le caratteristiche dei materiali, a non voler cercare la perfezione delle forme è un aspetto che contraddistingue il fare arte di Maria Cristina Carlini sia nelle carte, sia nelle sculture di piccole e grandi dimensioni.
Le sfaccettature della carta sono spesso simili a quelle della terra che l’artista ama in ogni suo mutamento soprattutto laddove viene a contatto con elementi naturali come l’acqua, il vento, il fuoco, che aggiungono una storia alla condizione di partenza.

Nel video in mostra sono presenti numerose opere fra cui installazioni e sculture monumentali esposte e collocate in permanenza nel mondo; l’artista parla del suo lavoro, sottolinea la sua ricerca continua sui materiali e il fascino esercitato dagli elementi di recupero, soprattutto da quelli che hanno un ingombrante vissuto. Afferma infatti Maria Cristina Carlini: “quando lavoro sento la necessità di raccontare una storia e più il materiale è tormentato più mi suggerisce qualcosa, nella creazione delle opere la ricerca della perfezione passa in secondo piano, non mi attira, preferisco l’autenticità del gesto artistico”.

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